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traviata dalla_benetta_1Vicenza, 13 luglio 2012. Silvia Dalla Benetta, venti anni di carriera alle spalle, è interprete de La traviata a Torre del Lago. Per la prima volta, dopo 58 anni di Festival Pucciniano, viene rappresentata un’opera di un compositore diverso da Giacomo Puccini. È stato scelto Giuseppe Verdi, per la stima che Puccini aveva nei suoi confronti, ma soprattutto per aprire fin da quest’anno i festeggiamenti per il Bicentenario del 2013. “Essere nella casa di Puccini con l’opera che amo di più, La traviata, è come cantare Verdi tra le braccia di Puccini. È impossibile non essere emozionata! Torno al Festival di Torre del Lago dopo qualche anno, dove la prima volta, cantando il ruolo di Musetta ne La Bohème, mi sono commossa. Nonostante il personaggio frizzante, il sapiente maquillage realizzato dai truccatori del teatro mi colava sotto le lacrime. Quel posto ha un’energia particolare e in questi anni non ho fatto altro che sognare di ritornare ad esibirmi in quel palcoscenico, con il riflesso della luna sul lago in uno scenario unico ed DallaBenetta2 Traviataesclusivo. È stato un dono cantare sopra ad una tavolozza di colori in quel allestimento caratteristico: la mia vita è sempre stata una tavolozza di colori, i miei primi studi infatti sono stati al liceo artistico e successivamente all’accademia di belle arti, e quella sera univo in un unico istante la pittura e il canto, gli amori della mia vita. Mi muovevo tra il rosso carminio, il blu, il giallo immaginando il profumo dei colori ad olio e cantavo; la magia era già scattata in quell’istante e mi sembrava di aver unito per la prima volta canto e pittura. Ora la magia si ripete, finalmente torno a Torre del Lago per eseguire l’opera che amo di più in assoluto, che più ho cantato e sviscerato, la mia Violetta, che ho recentemente interpretato al Maggio Musicale Fiorentino. La prima volta che mi sono affacciata alla terra di Puccni con Musetta, l’ho fatto in punta di piedi; ora con La traviata mi sembra di ritornare come un fiume in piena, come una valanga che travolge e la cosa mi rende talmente felice che non sono in grado di descrivere l’emozione che provo. L’unica impressione chiara è che mi sembra di eseguire quest’opera per la prima volta, come se tutte le recite fatte fin’ora fossero una cosa diversa, perché questa non sarà La traviata e basta, ma sarà La traviata nella terra di Puccini. Chiudo gli occhi e dico “Flora, amici, la notte che resta” e la magia ha inizio: la bellezza del luogo, la magia della musica, lo spirito di Puccini sono lì, e io li respiro e quel respiro dà vita al mio personaggio, e sono certa che quella sera sarà una nuova Violetta, una Violetta diversa”.

DallaBenetta TraviataSilvia Dalla Benetta ha debuttato La traviata diversi anni fa, quando ancora frequentava esclusivamente un repertorio di coloratura, poi si è accinta ad un cambiamento di vocalità, muovendosi verso ruoli drammatici d’agilità. “Sono partita da una Violetta attorniata da Adine, Norine, Amine, Gilde e Lucie, mentre oggi la circondo con Semiramide, Giselda, Gulnara, Norma e Mimì. Le cose sono cambiate, in questi anni – pur mantenendo nel mio repertorio alcuni ruoli più leggeri, perché sono sempre un tocca sana per la gola – la voce si è sviluppata, ha preso corpo, la zona centrale è diventata più solida, presente e consistente e ho cercato di curare molto i pianissimi, i colori e l’espressione nella parola, ma la cosa che più è cambiata è la mia vita. Tutto ciò che mi accade, giorno dopo giorno, lo porto con me in ogni personaggio: non vesto con gli abiti di Violetta, ma vesto con gli abiti di Silvia; porto con me le mie esperienze e ogni frase è legata a qualcosa che risveglia in me un ricordo, un’emozione, un sentimento. La mia vita è tutta lì, con me, con le cose belle e quelle brutte: rido, piango, mi dispero, e nulla di ciò che faccio è slegato dalla mia vita personale; è difficile spiegare ciò che accade in quel momento. Soprattutto questo è cambiato in questi anni in Traviata, ho potuto impreziosirla di volta in volta perché la mia vita si è arricchita di fatti e avvenimenti, e io non faccio altro che portare la mia vita sul palcoscenico, rivelandomi segretamente a chi mi ascolta, di tutto ciò che sono e che vivo”.

Lucia Dalla_BenettaIl repertorio di Silvia Dalla Benetta è molto ampio e nella vastità degli autori che esegue coesistono Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini. “Ho interpretato Cio-Cio-San e Mimì, vocalmente molto lontane da Violetta. Cantare Puccini è come essere su un cavallo in corsa, ma al trotto, con Verdi invece sono al galoppo. Puccini mi ha insegnato a lavorare molto sui colori, sui pianissimi, dandomi rigore, costringendomi alla precisione, soprattutto in un ruolo come quello di Butterfly, che oltre a essere molto complesso vocalmente, lo è anche psicologicamente, lontano dalla mia cultura, dai soliti atteggiamenti che assumiamo sempre nel mondo europeo. Lì ogni movimento, ogni gesto è legato alla tradizione, niente viene fatto casualmente, quindi una doppia responsabilità, vocale e scenica e da questo la complessità del personaggio. Guardare i movimenti di queste donne e studiare le loro espressioni mi è stato di insegnamento: ho studiato per mesi i loro movimenti e mi sono fatta spiegare come dovevo muovermi. Forse l’unico momento in cui non sono riuscita a nascondere il modo di reazione occidentale è stato in “Tu, tu piccolo iddio! Amore, amore mio”. Sono madre e quelle parole strazianti non hanno potuto farmi rimanere dentro la nobiltà di gesti di quel personaggio; lì mi sono lasciata andare e il gesto non aveva più importanza, era il cuore che parlava attraverso il canto e lo strazio del cuore di una madre nel dare l’addio al proprio figlio non può avere movimenti orientali od occidentali, è solo passione che esce come un fiume in piena; in quel momento non esiste più nulla, nemmeno la musica, c’è solo un grande sentimento che solo chi è madre ha la fortuna di comprendere fino in fondo”.

silvia dalla_benetta_corsaro_bussetoNegli ultimi tempi, oltre a La traviata a Firenze, Torino, Genova e Verona, Silvia Dalla Benetta ha cantato molto spesso anche Lucia di Lammermoor. “Negli ultimi mesi ho cantato ben sedici recite di Lucia a Berna e subito dopo c’è stata La traviata al Maggio. La mia gola mi ha detto che in comune non hanno niente. Purtroppo eseguire Lucia da tradizione, quindi con la cadenza con il flauto e tutte le innumerevoli variazioni, e non come da partitura, ti porta ad affrontare un ruolo con una scrittura musicale da soprano lirico, splendidamente cantato da Montserrat Cabellè, a soprano leggero. Per chi come me si è affacciata a ruoli più drammatici di agilità, invece di un dolce massaggio tecnico alla gola, Lucia diventa un gioco di abilità. La prima aria e il duetto con Enrico, dove la voce deve avere corpo, pur rimanendo agile, devono poi scontrarsi con la scena finale, arricchita delle più svariate variazioni. Non ne sono contraria, ma se Lucia fosse eseguita come da partitura, la voce sostenuta da un suono orchestrale consistente dovrebbe avere il colore del lirico. Lucia e Violetta sono due mondi diversi, con un modo differente di dosare il suono. Lucia è stata tra i primi ruoli che ho debuttato, è sempre stata e sarà sempre nel mio cuore come personaggio e grazie al cielo è ancora anche nelle mie corde. Una Lucia ha bussato alla mia porta in questo periodo, per frapporsi a La traviata a Torre del Lago, ma Violetta avrà sempre la meglio, anche se adoro Donizzetti con le sue regine”.

silvia dalla_benetta_lombardi_parmaLa vocalità del soprano vicentino, dunque, si sta muovendo verso ruoli più drammatici. “La mia voce oggi va in quella direzione. Un Devereux sarebbe un regalo, ma anche Lucrezia Borgia e Anna Bolena; oppure riprendere Semiramide o altre eroine del Rossini serio; rifare Il corsaro, I Lombardi alla prima crociata e tutto il primo Verdi; oppure Norma: questi sono i ruoli che oggi vorrei maturare bene. Ho sempre seguito ciò che la voce mi permette di fare, senza forzare le cose e un po’ alla volta ha preso questa strada. In realtà, il mio sogno nel cassetto è quello di cantare di nuovo tutti e tre i ruoli de Les contes d’Hoffmann. Sono passati molti anni, ma non dimenticherò mai quell’esperienza; e magari anche Marguerite di Faust e Juliette di Roméo et Juliette di Gounod, per rimanere sui francesi. Mentre per gli italiani ho una forte attrazione per tutte le regine donizettiane e per Elena de I vespri siciliani. Forse più che un cassetto solo, la mia è una cassettiera intera, sinceramente non saprei scegliere una cosa sola”.

romeo et juliette 7- foto di f. parenzanSilvia Dalla Benetta ha debuttato ben oltre quaranta ruoli e dimostra tutto il suo eclettismo anche nel tempo libero. “Sarebbe bello scoprire chi sono attraverso gli altri, magari verrei a conoscenza di qualcosa di me che ancora non so. Forse chi è Silvia lo può dire solo la mia famiglia e gli amici più stretti. Credo, dal mio punto di vista, che Silvia sia una persona semplicissima – sempre se si possa dire che una donna è semplice – una persona che ama la vita, perché ha la fortuna di fare uno dei lavori più belli al mondo, ha la fortuna di essere circondata da persone speciali – come i miei genitori e mia figlia – che in un mondo difficile come questo le sono accanto, donandole energia e amore, e un fratello che le sta accanto e la sprona a non mollare mai, nonostante le difficoltà del momento: “Je veux vivre”. Nel tempo libero leggo, vado a vedere mostre di pittura, guardo film, e come ogni donna adoro fare shopping! E poi cucino, faccio esperimenti da maga sui fornelli, danzando per la casa a ritmo di musica, quasi in un rituale, aggiungo, tolgo, inserisco ingredienti nuovi e poi scelgo le vittime sacrificali per l’assaggio. Ma quando posso prendo un pennello in mano e butto sulla tela colori: tutta la vita è una tavolozza, cerco i colori nel suono, cerco i colori nella tela e cerco i colori della vita!”.

 

FOTO GENTILMENTE CONCESSE DA SILVIA DALLA BENETTA

LA TRAVIATA, TORINO 2011, FOTO RAMELLA E GIANNESE - TEATRO REGIO DI TORINO

LA TRAVIATA, FIRENZE 2012, FOTO DEL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO

LUCIA DI LAMMERMOOR, BERNA 2012, FOTO DI ANNETTE BOUTELLIER

IL CORSARO, BUSSETO 2008, FOTO DI ROBERTO RICCI - TEATRO REGIO DI PARMA

I LOMBARDI ALLA PRIMA CROCIATA, PARMA 2009, FOTO DI ROBERTO RICCI - TEATRO REGIO DI PARMA

ROMEO ET JULIETTE, TRIESTE 2010, FOTO DI F. PARENZAN - TEATRO VERDI DI TRIESTE

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