Intervista a Guanqun Yu

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trovatore guanqunParma, 26 marzo 2012. Rivelazione del Festival Verdi 2011, Guanqun Yu ha interpretato Il trovatore in forma di concerto al Teatro Giuseppe Verdi di Busseto e al Teatro Magnani di Fidenza, riscuotendo un particolare successo personale, di pubblico e di critica.


Visto da William Fratti

“Mi trovavo in Spagna durante il Concorso Lirico Internazionale Montserrat Caballé, quando ho ricevuto una telefonata che mi invitava a rientrare in Italia per partecipare alla produzione de Il trovatore – ci ha detto il giovane soprano cinese – e ho dovuto prepararmi in sole tre settimane. Pertanto sono salita sul primo aereo e sono tornata, cercando di prepararmi per il meglio. Fortunatamente possedevo già lo spartito, poiché avevo dovuto sostenere un’audizione. Fino ad allora mi ero sempre cimentata con Mozart, poiché alla Scuola dell’Opera Italiana di Bologna mi era stato detto che il compositore austriaco era un balsamo per la mia voce, pertanto Il trovatore è stata la mia prima opera verdiana. Ho anche accettato di cantare il piccolo ruolo della Sacerdotessa, ma non Aida, poiché per Verdi occorre sempre un attacco duro, ma se non si conosce perfettamente la tecnica si rischia di indurire troppo la voce”.

Guanqun Yu si sta preparando a debuttare al Teatro Regio di Parma un’altra eroina verdiana, Lina di Stiffelio. “Per la preparazione di questo ruolo, i miei coach parmigiani mi stanno aiutando parecchio e lo apprezzo moltissimo. Al contrario della musica mozartiana, che ha dei colori più freddi, quella verdiana è come oro e da straniera comprendo e sento appieno che si tratta davvero della gloria d’Italia. Per cantare Verdi occorre sempre usare la testa e molta attenzione, poiché una scena può essere così intensa e drammatica da portare un’interprete ad avere il sangue che ribollisce nelle vene, ma se la tecnica non è perfetta, si rischia di spingere e rovinare tutto. Verdi è come un caffè espresso, non può essere allungato o macchiato col latte o trasformato in un cappuccino. Ad esempio sento che la parte di Lina è più pesante di quella di Leonora, ma ho deciso di farla perché è ancora un ruolo belcantistico e devo soltanto trovare il modo giusto di cantarlo. Ancora più difficile sarà l’interpretazione e la resa del personaggio, poiché è una donna confusa e complicata, anche se il suo carattere è molto contemporaneo e vicino a noi. In realtà non fa altro che cercare di tenere un piede in due scarpe. Inizialmente credevo fosse innamorata solamente di Stiffelio e avesse deciso di tradirlo con Raffaele esclusivamente per la paura di restare sola. Ora invece, studiandola più a fondo, credo volesse davvero stare con entrambi, ma si sente immediatamente in colpa non appena Stiffelio, al suo ritorno, usa parole da marito sincero e fedele. Lina è costantemente confusa, non sa bene come reagire al ritrovamento dei fogli, non sa neppure come scusarsi dell’anello, ed è solo il padre a chiarirle un po’ le idee, convincendola a non confessare. In secondo atto la paura e la colpa prendono il sopravvento e finalmente decide di lasciare Raffaele e stare con Stiffelio, ma lui non la vuole più. Io sono una donna sincera e diretta, pertanto mi è difficile comprendere le bugie e le incertezze di Lina. Soprattutto mi è difficile capirla da un punto di vista cristiano, anche se credo che tutta l’opera sia costruita solo per arrivare alla vera e unica chiave di lettura che sta nascosta nelle ultime pagine: il perdono. Credo che Verdi volesse davvero trasmettere questo valore attraverso questo lavoro, ecco perché per prepararmi al meglio nella preparazione del personaggio ho anche studiato la sua vita”.

Guanqun Yu_IdomeneoGuanqun Yu è molto felice di debuttare questo ruolo, soprattutto perché poco eseguito e lontano dal solito repertorio. “Credo che in Italia si rappresentino spesso le stesse opere perché sono più popolari e la musica arriva subito all’orecchio. Se invece si vuole ascoltare qualcosa di più classico o anche di belcantistico, occorre preparare il proprio spirito, fare spazio interiore, distogliere tutte le agitazioni e le possibili disattenzioni e preparare il giusto terreno, che coinvolge anche il cuore e tutti e cinque i sensi. A quel punto, se la testa è priva di pensieri, allora si può essere toccati nel profondo, mentre la musica popolare è più immediata, come ad esempio può esserlo il cibo piccante”.

Nel prossimo futuro, il soprano cinese ha l’intenzione di tornare in Spagna. “Quando ero in Cina, la mia insegnate mi diceva sempre che dovevo cantare come Montserrat Caballé, pertanto dopo il Concorso, durante il quale non ho vinto nulla, quando mi ha detto di volermi aiutare dandomi qualche lezione, mi sono sentita felicissima ed eccitata. La Signora Caballé, che ha davvero un grande cuore, dice sempre di non essere un’insegnante, ma una cantante, e non insegna spesso, pertanto quando mi ha invitata, il mio mondo è diventato bellissimo! Credo di avere l’età giusta per poter capire come funziona la mia voce, dunque una tale opportunità mi potrà certamente aiutare a trovare il mio modo di cantare”.

FOTO GENTILMENTE CONCESSE DA GUANQUN YU

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