Intervista a Désirée Rancatore

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I Puritani_RancatoreTorino, 18 marzo 2012. Assente dal 2009 dal palcoscenico del Teatro Regio di Torino, dove aveva ottenuto numerosi apprezzamenti nel ruolo di Olympia de Les contes d’Hoffmann, Désirée Rancatore è tornata nella prima capitale d’Italia per vestire i panni della figlia del buffone verdiano, ricevendo scroscianti applausi e molteplici consensi da pubblico e critica.


Visto da William Fratti

Rigoletto-Macerata-2011 2“La mia relazione con il grande Giuseppe Verdi inizia proprio con Rigoletto, è la seconda opera verdiana che ho ascoltato quando ero piccina, e la prima che ho studiato a diciotto anni – ci ha raccontato la soprano di origine palermitana – quindi il mio rapporto con Gilda è lungo e sempre attuale. Lo studio di questo personaggio non finisce mai; scopri sempre nuove cose nel ripassare lo spartito, nuove sfumature, parole sempre più importanti e nuove chiavi di lettura; insomma, non ti annoi mai. Gilda mi accompagna nella carriera da quando avevo ventidue anni; l’ho debuttata in Australia in forma di concerto e due anni più tardi in scena a San Francisco. Di lei mi colpisce l’iniziale ingenuità e la voglia che ha di scoprire le sue radici. È sempre ossessionata dal chiedere il nome, dapprima quello del padre e poi quello del Duca, che le dirà di essere Gualtier Maldé; e alla fine io credo che proprio il fatto che lui le dica un nome, la fa innamorare ancora di più. Se notiamo bene l’inizio dell’aria di Gilda è proprio quel nome, a simbolo che finalmente questa povera ragazza, chiusa in casa dal padre, che non sa nulla di lei e della sua famiglia, può fantasticare e credere che esista qualcuno che ha un nome ed una famiglia di appartenenza; e anche quando scopre che ciò che credeva di sapere non è vero, lotta per quell’ideale, per quel sogno che ha vissuto, anche se per breve tempo, perché forse è l’unica cosa che l’ha fatta sentire viva e non più considerata bambina, ma donna. Ecco perché non amo eseguire “Caro nome” con chicchirichì o accelerati inspiegabili, che rendono Gilda improvvisamente quasi isterica; “Caro nome” è per me un aria belcantistica, la più belcantistica del grande Verdi, ma allo stesso tempo è un aria molto sensuale e d’amore. È sensuale perché Gilda potrebbe usare qualsiasi parola ed invece dice “il mio desir a te ognora volerà” e “desir” è una parola troppo forte per quella che tutti, sempre, vogliono farcela interpretare come una bambina”.

Don Pasquale_RancatorePoco prima del Rigoletto torinese, il 2012 di Désirée Rancatore è iniziato con un importante debutto, nel ruolo di Norina nel Don Pasquale di Gaetano Donizetti al Théâtre des Champs-Elysées a Parigi. “È stata un’esperienza bellissima e decisamente piacevole, perché ci siamo molto divertiti nel costruire la regia, nuova e creata per noi dal bravissimo attore francese Denis Podalydès. Porto nel cuore le bellissime recite ed il pubblico che ci ha accolti calorosamente. La parte di Norina mi ha affascinato fin da subito, perché la forza d’animo ed il carattere, anche nella vita quotidiana di una donna, son due qualità che amo particolarmente, e il coraggio di Norina di mettersi contro Don Pasquale, uomo ricco e teoricamente di potere, mi ha conquistata. Ho cercato di rendere tutto ciò anche nella voce, non abbandonandomi a facili melismi o a leziosi accenti, ma cercando di creare un personaggio ancor più tutto pepe, inserendo delle variazioni quando la musica e lo stile me lo consentivano, che a mio modesto parere rafforzavano questo lavoro interpretativo scenico musicale che volevo dimostrare. Vocalmente poi mi ha dato molto, perché essendo di tessitura più lirica che soubrettistica, mi ha peremesso di maturare ancor di più la fascia bassa della mia voce, che inizialmente era conosciuta invece solo per la parte acuta”.

Lucia di_Lammermoor_Rancatore1Donizetti sarà molto presente nel prossimo futuro di Désirée, con L’Elisir d’amore, Lucia di Lammermoor e La fille du régiment. “Il mio rapporto con le eroine donizettiane è molto forte. Adina, Marie e Norina sono semplicemente geniali nel loro modo di essere, mentre Lucia è quella che amo di più, per tutta una serie di caratteristiche sceniche e vocali che personalmente trovo molto congeniali a me. Inoltre la struggente melodia di quest’opera ti entra dentro con forza ed è difficile non amarla. La mia relazione con Lucia è di amore puro, la adoro perché è una donna fragile, ma al contempo forte e pronta a combattere, ma che non può lottare contro Dio né contro ciò che le si fa credere essere il volere della madre. Queste sono le uniche due ragioni che la fanno cedere. Perché alla lettera falsa che il fratello le fornisce, forse crede all’inizio, ma non appena entra Raimondo, lei aspetta trepidante le possibili novità positive del suo precettore, ma che non arrivano. Lei vive in un mondo fatto di maschi che puntano esclusivamente ognuno al proprio interesse: Edgardo vuole vendicarsi del padre; il fratello vuole vendicarsi di Edgardo e cercare di evitare il fallimento socio politico; mentre Raimondo prova solo a salvarsi la pelle, perché vede Enrico adirato con lui. E tutto ciò Lucia lo vive sola; la sua unica compagna è Alisa, che però essendo una governante e più grande di lei, cerca in tutti i modi di distoglierla da quest’amore, anche se in fondo la copre permettendole di incontrare l’amato Edgardo, che invece di rapirla e portarla via da lì, decide di andarsene per tentare di trovare una sorte politica migliore, lasciando Lucia sola contro tutti. Ed è proprio qui che Lucia mi fa innamorare, perché lei confessa a chiunque il suo amore per Edgardo, non ne ha paura pur conoscendo l’ira del fratello, ma è troppo sola, troppo fragile ed abbandonata da tutti, da Edgardo e da Dio, e alla fine non può far altro che impazzire e cercare una via di fuga da questo mondo opprimente, dove in realtà non l’ha capita nessuno, Edgardo compreso. Vocalmente posso solo dire che è una meraviglia: contiene tutto ciò che una cantante desidera cantare”.

Lucia di_Lammermoor_RancatoreStar del belcanto, la soprano siciliana ha fatto di Donizetti e Bellini i suoi compositori prediletti e “fondamentali in questa fase della mia carriera. Bellini è un compositore che adoro. Sempre nel mio lavoro, quando ho iniziato a studiare un ruolo, ho pensato che potesse venirmi bene, ma che ancora avrei dovuto studiarlo per farlo mio, ma non con Bellini. Ho debuttato I puritani e La Sonnambula e sempre, fin dall’inizio dello studio di queste opere, ho sentito come se mi fossero state cucite addosso, con una comodità esecutiva vocale incredibile. Poi ovviamente tutto va maturato e ristudiato sempre, ma parlo proprio dell’approccio iniziale dove, appunto, le mie sensazioni sono state diverse. Bellini, come Donizetti, consente a noi soprani lirici di coloratura di poter spaziare in tutti i virtuosismi che la nostra voce consente, ma ciò nonostante, senza apparire delle macchine spara sovracuti, ma personaggi che in scena vivono emozioni forti. Lui riesce sempre a creare un atmosfera magica, come se le note fluttuassero dalla scena alla platea passando per la mia gola: una sensazione incredibile. In futuro, se me ne sarà data l’occasione, vorrei cantar più spesso I puritani e La Sonnambula, perché credo che al momento attuale della mia vocalità siano perfette per me”.

Die Vogel_RancatoreDésirée Rancatore ha interpretato numerosi personaggi, spaziando da Mozart e Salieri a Bernstein e Strauss. “Non ho mai abbandonato del tutto un ruolo, a parte qualche raro caso, e vivono sempre tutti con me. Li riprendo a casa, li ristudio, vedo se hanno preso forma diversa. E quando non sento la necessità di riprendere qualcosa, è solo perché sto facendo altro di importante per me in quel momento. Per il mio futuro non è più un segreto che sogno Violetta con tutte le mie forze e che fra un paio d’anni potrei anche farci un pensiero. Ma anche Manon di Massenet, Ophélie di Hamlet di Thomas, o Léïla di Les Pêcheurs de perles di Bizet, che sto già studiando e che debutterò a maggio al Teatro Verdi di Salerno diretta dal Maestro Oren. La mia voce nasce da coloratura puro, pur non avendo mai avuto le tipiche caratteristiche, un po’ negative, di estrema punta della voce, o asprezza nei suoni; potrei dire che è sempre stata rotondetta, sempre per quanto può esserlo un coloratura, ovviamente.  Negli anni, con lo studio continuo, perché non si smette mai di studiare, è evoluta, si è ingrandita e arrotondata, pur mantenendo sovracuti e leggerezza che sono fondamentali nel mio repertorio. Credo che le Lucie, le Elvire, le Adine e ora anche Norina, abbiano aiutato il processo evolutivo della mia voce, che adesso è stabile e comoda nel belcanto, nella musica francese dell’800 ed in alcune opere tedesche. Pesando più in là a La traviata, che considero un bel traguardo per un soprano come me, occorre ancora un po’ di tempo”.

Lucia di_Lammermoor-Palermo-2011-Franco_Lannino-Studio_Camera_9Professionista straordinaria e persona ordinaria, Désirée è costantemente attenta e presente nel canto. “Lo studio è una parte fondamentale della mia giornata. Comincio presto la mattina, almeno quaranta minuti al giorno, con due giorni di riposo non consecutivi, e studio con mia madre quando voglio perfezionare qualcosa o quando mi preparo per un debutto, come adesso per Les Pêcheurs de perles. Il canto è una palestra, occorre essere sempre allenati e pronti ad ogni evenienza. Non è una vita facile, anzi per nulla, ma la passione per quest’arte è più forte di tutto. Vorrei soltanto che per il mondo della lirica ci fossero più riconoscimenti, più visibilità da parte delle tv, oltre ad orari accessibili per trasmissioni bellissime come Loggione o Prima della prima e che potessero tornare le opere intere, anche in seconda serata. Cancellerei tutti i gioghi di potere, le raccomandazioni e le mode e vorrei che andasse avanti solo il merito. Purtroppo non è mio compito dire al pubblico cosa succede dietro le scrivanie, ma sicuramente posso affermare che non è un mondo facile. Del resto sono una donna semplice, che ama le cose di tutti i giorni, che mantiene gli amici di sempre, quelli con cui è cresciuta, che crede nella famiglia e nei valori. E nel tempo libero leggo, disegno e amo fare shopping di scarpe! Ma quella è più una malattia”.

FOTO GENTILMENTE CONCESSE DA DESIREE RANCATORE E FIDELIO ARTIST

- I PURITANI, TOKYO, 2011

- RIGOLETTO, MACERATA, 2011

- DON PASQUALE, PARIGI, 2012, FOTO DI VINCENT PONTET

- LUCIA DI LAMMERMOOR, PARMA, 2009, FOTO DI ROBERTO RICCI

- LUCIA DI LAMMERMOOR, AVIGNONE, 2009, FOTO DI DELESTRADE ACM STUDIO

- DIE VOEGEL, LOS ANGELES, 2009, FOTO DI ROBERT MILLARD

- LUCIA DI LAMMERMOOR, PALERMO, 2011, FOTO DI FRANCO LANNINO

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