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maria jose_montiel_carmen_2Milano, 30 dicembre 2011. Il mezzosoprano madrileno María José Montiel è stata recentemente premiata come miglior cantante femminile della stagione 2011 al Premio Lirico Campoamor a Oviedo, per l’interpretazione di Carmen al Gran Teatre del Liceu di Barcellona nell’ottobre del 2010. Si tratta del più importante riconoscimento iberico in ambito operistico ed è la prima volta che viene assegnato ad un’artista spagnola.
“Ho debuttato questo ruolo in Italia nel 2002, a Rovigo, Trieste, Pisa, Lucca e Livorno, e da allora sono stata chiamata anche in Svizzera, Germania, Francia, Spagna e Giappone. Sono molto affezionata a questo personaggio, di cui adoro il risvolto psicologico, ricco di colori e sfumature. Ho sempre pensato a Carmen come a una persona forte, che deve farsi strada in un mondo prettamente maschile; una donna povera, che deve lavorare dove il potere è in mano agli uomini. La vedo allegra in primo atto, seduttrice in secondo, possente in terzo, fino ad interessarsi di Don Josè con anima e corpo, arrivando così al tragico finale. La produzione di Barcellona firmata da Calixto Bieito è molto chiara e attenta nella distinzione tra mondo maschile e femminile, dove il problema dei maltrattamenti sulle donne è messo in primo piano. In effetti ho sempre ritenuto che Carmen fosse vittima delle prepotenze di Don Josè ed è anche per questo che ho lavorato in questo spettacolo interessante con maggiore passione”.

maria jose_montiel_carmenLo scorso novembre l’allestimento di Calixto Bieito e María José Montiel hanno debuttato sul palcoscenico del Teatro Massimo di Palermo con grande successo di pubblico e critica. “Adoro l’Italia e il mio soggiorno in Sicilia è stato davvero entusiasmante. In Italia c’è tutto, nonostante la crisi culturale che sta comunque colpendo il mondo intero e che sta creando una grave malattia per tutti gli artisti. Il mio amore per questo Paese non cambia e la speranza non cessa di esistere, poiché senza l’arte si vive nel buio. Solo con la cultura ci si riempie l’anima e si hanno soddisfazioni spirituali, anche in tempi difficili come questo”.

La carriera di María José Montiel è legata anche ai sui rapporti con Riccardo Chailly, con cui collabora abitualmente e con cui ha ottenuto grandi successi, e con il compianto Romano Gandolfi. “Conoscere il Maestro Gandolfi e lavorare con lui per diverso tempo mi ha procurato un arricchimento personale, professionale e umano davvero speciale. Ricordo ancora con grandissimo piacere il debutto al Teatro Regio di Parma con Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, poi eseguita anche a Piacenza e Cremona, ma soprattutto l’esecuzione nella Cattedrale di Lucca è stata per me un’esperienza spirituale indimenticabile. Oltre a Riccardo Chailly e Romano Gandolfi, in Italia ho sempre avuto la fortuna di incontrare colleghi di lavoro e persone deliziose ed interessanti. Anche in questi giorni, interpretare la Nona Sinfonia di Beethoven con l’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi all’Auditorium di Milano, è una grandissima festa. Non mi importa di cantare per poco tempo, poiché mi sento immersa in una musica di tale intensità, con le parole di Schiller che inneggiano all’amore universale, che è un’occasione davvero speciale ed ottimistica di iniziare il Nuovo Anno. Inoltre eseguirla con quest’orchestra, con cui collaboro da tanto tempo e che considero la mia famiglia italiana, mi fa sentire davvero felice e a mio agio, come a casa mia. Anche l’incontro con il Maestro Zhang Xian è stato speciale per me, creandosi un bellissimo feeling, fin dal primo momento in cui l’ho conosciuta. Ritengo che sia una grandissima professionista, dotata di una tecnica molto importante, ma soprattutto di un cuore enorme. Il pubblico impazzisce per lei ed ogni volta è una grande festa”.

maria jose_montiel_amnerisOltre a Carmen, Maria José Montiel ha interpretato numerosi altri personaggi. “Non ho un ruolo preferito, ma ce ne sono alcuni, oltre all’eroina di Bizet, ad appassionarmi particolarmente. Uno di questi è Amneris, debuttato due anni fa al Bregenz Festival in un’atmosfera fantastica, quasi da film. Adoro questo personaggio per la trasformazione psicologica che subisce durante l’opera, da donna rigida, gelida ed orgogliosa, che viene ammorbidita e riscaldata dall’amore per un uomo. Un altro ruolo che apprezzo tantissimo è Charlotte di Werther, soprattutto per il percorso musicale e drammatico. Nel mio futuro ho in progetto di debuttare la Principessa Eboli e Octavian di Der Rosenkavalier, che ritengo molto adatto alla mia vocalità. Sono molto affezionata alla musica di Strauss, poiché nei quattro anni di studio trascorsi a Vienna ho assistito a quasi tutti gli spettacoli alla Staatsoper e al Musikverein, arricchendo così la mia formazione musicale. Infine, anche se non so se riuscirò mai a cantarlo, mi piacerebbe molto cimentarmi con Leonore di Fidelio”.

Maria José Montiel è una vera artista internazionale, ma è anche una persona ordinaria che cerca di condurre una vita regolare. “Sono come un musicista, con la sola differenza che il mio strumento è dentro, quindi non posso fare cose che rischiano di danneggiarlo. Cerco di dormire sempre a sufficienza, di riposare, di non esagerare e soprattutto faccio quotidianamente esercizi e training vocali. La mia vita è normale, come quella di tutti, con la sola differenza che noi cantanti siamo due: la persona e la voce”.

 

FOTOGRAFIE GENTILMENTE CONCESSE DA MARIA JOSE MONTIEL

- CARMEN, GRAN TEATRE DEL LICEU, BARCELLONA, OTTOBRE 2010 

- CARMEN, GRAN TEATRE DEL LICEU, BARCELLONA, OTTOBRE 2010

- AMNERIS, AIDA, BREGENZ FESTIVAL, LUGLIO AGOSTO 2009

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