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scarlatti_foto_cdAbbiamo incontrato a Milano presso la sede della casa discografica Sony la cantante Daniela Barcellona, in occasione della presentazione del disco Deutsche Harmonia Mundi “Alessandro Scarlatti – Opera Arias” primo capitolo di un ciclo denominato “The Baroque Project” che vedrà altre pubblicazioni monografiche su Giovanni Battista Pergolesi, Nicola Antonio Porpora, Antonio Vivaldi e Luigi Cherubini e si concluderà nel 2015.

Il Baroque Project è nato nel 2009 dall’incontro di Marcello Di Lisa (direttore e fondatore dell’Ensemble di musica antica Concerto De’ Cavalieri) con lo storico della musica Marco Marcarini. Questo progetto si prefigge di studiare e divulgare un patrimonio straordinario, spesso citato ma raramente eseguito. Il progetto editoriale consiste nel registrare le partiture dei maggiori compositori di musica operistica del Settecento italiano, un patrimonio ricco d’incredibili tesori soprattutto inediti e spesso conservati in copie uniche e manoscritte nelle biblioteche pubbliche o in archivi privati di difficile accessibilità. Una produzione discografica unica nell’attuale panoramica musicale sia italiana sia internazionale per finalità e ampiezza d’esplorazione. Per realizzare il programma del cd sono state studiate centinaia di composizioni e le biblioteche visitate per questo scopo sono state quelle di Roma, Napoli, Venezia, Torino e Monaco di Baviera.

Signora Barcellona a tredici anni cosa voleva fare da grande?

La pianista!  Studiavo pianoforte pertanto era una meta cui tenevo. Il canto era allora solo una passione, cantavo a scuola e in chiesa ma non pensavo diventasse in seguito una professione, mentre il pianoforte mi entusiasmava molto e diciamo che per un periodo “sognavo” diventare pianista.

E la svolta quando è avvenuta?

Fu in insieme di coincidenze. Quando sostenni l’esame di teoria e solfeggio in molti mi suggerirono di studiare canto. Non ne ero sulle prime molto propensa anche perché stavo studiando presso una scuola linguistica, poi conobbi il mio primo maestro Alessandro Vitiello, che in seguito divenne mio marito, e iniziai con piccoli concerti ma creandomi una formazione base, senza però avere un’idea chiara di fare la cantante. Aggiungo che probabilmente fu il destino a portarmi dove sono arrivata, io non avevo le idee ben chiare e il duo ove suonava mio marito come concertista si era appena sciolto. Ogni altra attività affrontata si rivelò nulla, pertanto ci concentrammo assieme su questa nuova attività: io intensificando lo studio, del quale arrivavano le prime soddisfazioni, Alessandro esibendosi pure come direttore d’orchestra. Da allora non ci siamo più lasciati sia sentimentalmente sia nella professione.

Ha il potere assoluto per un giorno, la prima cosa che fa?

Vorrei che il mondo avesse una presa di coscienza.

Che cos’è il tabu oggi?

Probabilmente è la paura di guardare dentro se stessi ed affrontarsi.

Una cosa che non ha mai capito della gente?

L’intolleranza.

In questo momento della sua vita, il vero lusso è…

Essere in pace con me stessa.

Tre cose che ama e tre cose che odia del mondo dell’opera.

Amo la capacità di dare emozione come cantante e per fortuna il divismo non esiste più. Non mi piace che l’opera, il teatro musicale sia in questo periodo così maltrattato.

Daniela Barcellona… dobbiamo definirla un contralto o un mezzosoprano?

Dipende da cosa canto, comunque prevalentemente mi esibisco da contralto e mezzosoprano rossiniano.

In questo suo nuovo disco “Alessandro Scarlatti – Opera Arias” lei canta sia ruoli femminili sia maschili. Questi ultimi a suo tempo furono composti per voci di castrati. Come si è avvicinata a questo tipo di esecuzione barocca?

Con il direttore Marcello Di Lisa ho avuto un rapporto di collaborazione completo, assieme ad Alessandro (Vitiello ndr) che ha scritto le variazioni, prefiggendosi di dare forma a questo tipo di musica nel rispetto dello stile e della prassi esecutiva. E’ stato un lavoro di equipe totale anche con l’orchestra e ciò soprattutto in fase di registrazione ove in molti punti ci fermavamo per accentuare questa o quella particolarità del brano.barcellana_1

Che opinione ha delle esecuzioni degli attuali controtenori nei ruoli che furono dei mitici castrati?

Premetto che nessuna delle voci attuali, siano esse di contrato o controtenore, per quanto mi sono documentata, possono ricreare la vera voce del castrato. Inoltre bisogna ricordare che da quanto si evince dalle cronache del tempo, i castrati avevano una voce infantile, poiché il processo della castrazione fermava il tempo, pertanto assolutamente differente e non paragonabili all’oggi in prassi nell’esecuzione della musica barocca. Ad esempio la capacità toracica che avevano i castrati permetteva loro di avere fiati lunghissimi, come ad esempio nel “Salve Regina” di Porpora oggi del tutto impossibili da eseguire da una voce “tradizionale”. Si sopperisce pertanto a questa lacuna (fortunatamente!) con le voci dei contrati, mezzosoprani e controtenori, i quali cercano di avvicinarsi il più possibile a quello stile, senza però riprodurlo tale e quale, ma è la sensibilità artistica e tecnica del cantante che deve adattare voce e spartito alle sue peculiarità.

Quali importanti modifiche sono state operate su queste partiture, nella maggior parte inedite?

Gli unici accorgimenti che abbiamo operato sono stati per alcune arie di abbassarle di ½ tono o 1 tono perché magari scritte per castrato soprano, la cosa comunque era al tempo era prassi, oggi invece si è più ferrei su questi temi ma credo che tutto ciò non abbia tolto alcun valore sia al brano sia all’esecuzione stessa. Le variazioni, come dicevo prima, sono invece originali.

Tra i brani incisi figurano arie da opere come “Marco Attilio Regolo”, “Cambise” e “Tigrane” tanto per citarne alcune, possono essere eseguite oggi integralmente e in quale contesto?

Abbisognano sicuramente di un’intimità diversa dal concetto operistico attuale come ad esempio per Rossini o Donizetti, e anche di un teatro non particolarmente vasto. Inoltre nell’opera barocca ci sono particolari sfumature anche orchestrali che possono essere apprezzate solo in un piccolo teatro, non dimentichiamo poi l’essenzialità della spettacolarità scenica, imprescindibile in tale repertorio sia allora sia oggi. Per mia esperienza personale vorrei ricordare l’allestimento curato da Pier Luigi Pizzi per Rinaldo di Handel (rappresentato agli Arcimboldi nel 2005) il quale è un perfetto esempio di rappresentazione di opera barocca.Barcellona_2

Lei è una cantante prevalentemente rossiniana, pertanto in questo repertorio si troverà molto a suo agio ma vista in parte la difficoltà di rappresentazione, dal punto di vista del repertorio si sposterà sull’ottocento romantico?

Alla fine del 2010 ho debuttato a Valencia nel ruolo di Amneris con ampie soddisfazioni. Amo anche il barocco ma se devo essere sincera, mi sposterei verso un repertorio più “recente” come Les Troyens che ho appena eseguito a Berlino. Diciamo che più che fossilizzarmi su un ristretto repertorio amo scoprire cose nuove che spaziano sia nel barocco sia nel “moderno” come il Stravinskij di “The Rake Progress” tanto per citarne uno.

Pensa che un repertorio possa pregiudicare l’altro?

Assolutamente no, o almeno nel mio caso non comporta nessun problema, anzi, passare da Verdi e ritornare a Rossini non mi ha minimamente infastidito. Oserei dire che i repertori si aiutano, ovvio che poi è il cantante ad imprimere lo stile, e tanto per restare in Verdi la mia Amneris può sotto taluni aspetti essere accostata a quella di Giulietta Simionato molto belcantistica piuttosto che ad altre grandissime ma diverse interpreti.

Non sarebbe tentata da una Eboli?

Si ovvio, è già in programma a Torino nel 2013. Un ruolo fantastico che non vedo l’ora di debuttare.

Le arie incise in questo disco scritte per voce femminile, quali sono state quelle che più che l’hanno ispirata?

Sono tutte arie di contenuto, non eroiche, ma con numerose sfumature che alternano all’eroismo dei personaggi maschili, ma sono egualmente molto belle e di grande valore musicale, inoltre esprimono emozioni che sono all’opposto degli altri ruoli.

Lei preferisce i ruoli en travesti o quelli femminili?

Non ho una particolare preferenza, in Rossini amo molto i ruoli en travesti ma cantare i grandi personaggi femminili mi mettono gioia perche essendo ruoli buffi (Italiana, Barbiere, ecc.) mi diverto immensamente. In teatro però non ho mai interpretato un ruolo barocco femminile.

C’è un ruolo che ha cantato e non rifarebbe?

No, direi che magari taluni li affronterei in maniera diversa ma non rifare direi certamente di no, anche perché sono stata molto oculata nelle scelte dei titoli durante la mia carriera.

Se dovesse far conoscere la voce a chi non la conosce, quale sarebbe la sua play list?

“Di tanti palpiti” dal Tancredi di Rossini, la scena finale della Didon berlioziana, e il “Cara sposa” dal Rinaldo di Handel.

Manca qualcosa oggi nella sua carriera?

Senza presunzione posso affermare che io ho esaudito tutto quello mi sarei aspettata da questa professione, anzi molte cose sono andate anche oltre, e sono molto felice di quello che ho fatto considerando che molti sogni si sono realizzati.barcelloana_3

Daniela Barcellona è nata a Trieste dove ha compiuto i suoi studi musicali e vocali sotto la guida del M°Alessandro Vitiello. Dopo aver vinto numerosi concorsi internazionali, fra i quali l'Aldo Belli di Spoleto, l'Iris Adami Corradetti di Padova ed il Pavarotti International di Filadelfia, la sua carriera ha avuto un inizio sfolgorante nell'estate del 1999 quando, presso il Rossini Opera Festival di Pesaro, ha interpretato per la prima volta il ruolo di Tancredi. In Italia è stata acclamata più volte alla Scala di Milano (Lucrezia Borgia, Iphigenie en Aulide, Concerti di Natale, Europa Riconosiuta), inaugurandone la storica riapertura il 7 Dicembre 2004, al Rossini Opera Festival di Pesaro (Tancredi, La donna del lago, Semiramide, Bianca e Falliero, Maometto II, Sigismondo, concerti di belcanto), al Teatro dell'Opera di Roma (Il barbiere di Siviglia, La fiamma, Cenerentola, L'italiana in Algeri, Tancredi, Semiramide), al Comunale di Bologna (Giulio Cesare) e di Firenze (Il barbiere di Siviglia, Tancredi), presso l'Accademia di Santa Cecilia (Requiem di Verdi, Petite Messe Solemnelle, concerti) ed il "Festival dei due mondi" di Spoleto (concerto), all'Arena ed al Teatro Filarmonico di Verona (rispettivamente, Requiem di Verdi, L'italiana in Algeri), al Teatro Regio di Parma (Norma) ed al San Carlo di Napoli (Anna Bolena), al Carlo Felice di Genova (Cenerentola, Requiem di Verdi), al Teatro Massimo di Palermo (Stabat Mater), al Teatro Verdi di Trieste (Ginevra di Scozia di Simone Mayr , Tancredi) ed al Teatro Pergolesi di Jesi (Orfeo ed Euridice), solo per citarne alcuni. In campo internazionale, è stata poi ospite dei Berliner Philharmoniker (Requiem di Verdi, concerti) e dell'orchestra della Bayerische Rundfunk (Orfeo ed Euridice di Gluck), della London Symphony Orchestra (Romeo et Juliette di Berlioz), del Metropolitan di New York (Gala inaugurale, Norma), dell'Opera di Parigi (I Capuleti ed i Montecchi) e della Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera (L'italiana in Algeri), del Teatro Real di Madrid (Semiramide), della Staatsoper di Vienna (Il barbiere di Siviglia), del Grand Thèatre di Ginevra (Semiramide) e del Concertgebow di Amsterdam (Trittico pucciniano, Missa Solemnis di Beethoven), della Semperoper di Dresda (Requiem di Verdi, L'italiana in Algeri, concerti), del Festival di Istanbul (Bajazet di Vivaldi), dell'opera di Oviedo (L'italiana in Algeri, Tancredi) e del Festival di Salisburgo (Requiem di Verdi, Romeo et Juliette di Gounod, La donna del lago, I Capuleti e i Montecchi), della Sydney Opera House (Requiem di Verdi e Gala rossiniano), della Quincena Musical di San Sebastiàn (La donna del lago, recital), del Festival "Radio France et Montpellier" (La donna del lago), della stagione lirica di Las Palmas (Il barbiere di Siviglia, I Capuleti ed i Montecchi, La favorite) e dell'Opera de Wallonie di Liegi (La donna del lago). Ha collaborato con alcuni fra i più grandi direttori d'orchestra, quali Riccardo Muti, James Levine, Gianluigi Gelmetti, Claudio Abbado, Sir Colin Davis, Riccardo Chailly, George Pretre, Bruno Campanella, Wolfgang Sawallisch, Myun-Wun Chung ed Alberto Zedda e, fra gli importanti riconoscimenti che le sono stati assegnati, ricordiamo il premio Abbiati della critica italiana, i premi "Lucia Valentini-Terrani" ed "Aureliano Pertile", l'Opera Award 2002, il premio "CD Classica" ed il "Rossini d'oro".

CD  Deutsche Harmonia Mundi 88697842162

ALESSANDRO SCARLATTI (1660 – 1725): Opera Arias

Voce solista: Daniela Barcellona

Concerto de’ Cavalieri  -  dir. Marcello Di Lisa

MARCO ATTILIO REGOLO *

Dramma per musica su libretto di Matteo Noris – Roma: Teatro Capranica, 1719

- Sinfonia avanti l’opera

- Voglio a terra (aria di Amilcare)

- Non la vuoi (aria di Eraclea atto II)

- Lascia almeno (aria di Eraclea atto III)

TELEMACO *

Dramma per musica su libretto di Carlo Sigismondo Capeci – Roma. Teatro  Capranica, 1718

-        Sinfonia avanti l’opera

-        Già nel seno (aria di Sicoreo atto I)

-        Ho il cor tutto foco (aria di Sicoreo atto I)

-        Vendetta, vendetta (aria di Sicoreo atto II)

GRISELDA

Dramma per musica su libretto di Apostolo Zeno – Roma: Teatro Capranica, 1721

-        Sinfonia avanti l’opera

-        No, non sospira (aria di Gualtiero atto I)

-        Bellezze spietate (aria di Ottone)

-        Vorresti con tuo pianto (aria di Gualtiero atto II)

TIGRANE *

Dramma per musica su libretto di Domenico Lalli – Napoli: Teatro di San Bartolomeo, 1715

-        Sinfonia avanti l’opera

-        Ma qual cor (aria di Tigrane)

-        Un solo sospiro (aria di Policare atto I)

-        Se mai ti punse il cor (aria di Policare atto II)

CARLO RE D’ALLEMAGNA *

Dramma per musica su libretto di Franceso Silvani – Napoli: Teatro di San Bartolomeo, 1716

-        Sinfonia avanti l’opera

-        Qual cor ch’un regio serto (aria di Lotario atto II)

-        Il mio cor costante e fido (aria di Adalgiso)

-        Aure voi che sussurrando (aria di Lotario atto II)

CAMBISE *

Dramma per musica su libretto di Domenico Lalli – Napoli: Teatro di San Bartolomeo, 1719

-        Sinfonia “doppo che sia alzata la tenda”

-        Io parto vincitor (aria di Cambise atto II)

-        In quelle luci belle (Aria di Ernesto)

-        Mi cinga la fama (aria di Cambise atto II – aria mutata)

 

* Prima Registrazione mondiale

 

Variazioni e cadenze di Alessandro Vitiello

Registrato a Roma: Auditorium Parco della Musica, 23/27 agosto 2010

 

Questo cd è sicuramente una delle incisioni più significative non solo del periodo musicale barocco italiano, di un autore le cui opere sono andate quasi dimenticate (eccezione per “Griselda”) ma soprattutto è un’edizione che fortunatamente esce dalle solite logiche del mercato discografico, poiché si colloca come unicum nel suo genere anche per la rarità dei pezzi incisi. La presenza di Daniela Barcellona è inoltre più che esemplare. Cantante rossiniana doc ha frequentato il barocco sporadicamente, anche se con risultati ottimi, ma confesso che non mi sarei mai aspettato un’aderenza stilistica così calzante e un vigore altrettanto ammirevole. Le arie variano per ruolo, maschile o femminile, e per tipologia, di furore o squisitamente larmoyante. Lei supera tutte le difficoltà con molta facilità, aiutata indubbiamente da una musicalità innata ma anche da una pertinenza tecnica e da un gusto che la collocano oggigiorno tra i primi posti come interprete di tale repertorio. Sarebbe auspicabile, anche se sappiamo in partenza molto difficile se non improbabile, poterla ammirare in esecuzione teatrale. Difficile, inoltre, poter affermare quali siano i pezzi più esemplari, ma sicuramente lasciano un segno intangibile “Vendetta, vendetta” da Telemaco e “Lascia almeno” da Marco Attilio Regolo. In queste due arie differenti per stile e accenti drammatici la cantante triestina offre una gamma di colori, variazioni, stile davvero esemplari. Tutto il cd si rende non solo godibile ma sicuramente imperdibile per i titoli, cui la maggior parte in prima registrazione mondiale. Altro elemento di sorpresa è il Concerto de’ Cavalieri, un ensemble di ottima finitura che non conoscevo. La bacchetta di Macello Di Lisa è accuratissima soprattutto in una concertazione briosa e molto rifinita nello stile e nella gamma di colore del suono avvicinandosi il più possibile alla resa teatrale. Da aggiungere che riscoprire quest’autore in un’ampia selezione di lavori sconosciuti non può che suscitare in noi il desiderio di avventurarci ancor più nel suo mondo musicale che ingiustamente è stato ignorato per tanto tempo. Non vorrei fare ora paragoni con altri autori ma Scarlatti ha tutto il merito di affiancare autori come Handel o Vivaldi nel sommo olimpo della sua epoca. 

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