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b_200_150_16777215_00___images_schermata_2019-01-18_alle_12.45.32.pngRoma, 18 gennaio 2019. OperaLibera ha rivolto alcune domande a Claudia Pavone, tra i più promettenti giovani soprani del panorama lirico italiano, in scena con la rassegna "Prime donne" al Palladium di Roma (il 21 gennaio) e tra le protagoniste de "La traviata" capitolina che vanta la regia di Sofia Coppola.


Ha già interpretato più volte il ruolo di Violetta, c'è qualche responsabilità in più nell'affrontare un'opera con la regia di Sofia Coppola e gli abiti di Valentino?

Ho affrontato questo ruolo tante volte, più di 60 repliche. La responsabilità di indossare gli abiti di Valentino si sente, anche perché sono meravigliosi ma impegnativi da indossare e da portare sul palcoscenico del Costanzi. La scenografia è abbastanza semplice, molto raffinata ed elegante, non ci sono grandi elementi e tutto è incentrato sul personaggio. Bisogna essere grandi interpreti per poter far uscire una Violetta di spessore. Abbiamo grandissime responsabilità, su questo non c'è dubbio. Questa Traviata la adoro, mi sento libera di poter interpretare quello che ho studiato precedentemente.

 

Ho avuto modo di ascoltarla nel b_200_150_16777215_00___images_schermata_2018-12-14_alle_07.05.47.png"Rigoletto" dello scorso dicembre a Roma. Che ricordo ha di questa esperienza e della regia decisamente particolare?

Avevo interpretato un anno fa un Rigoletto più tradizionale, a dicembre ho avuto l'onore di lavorare con grandi nomi come quello del Maestro Gatti con cui mi sono trovata benissimo e con cui spero di collaborare nuovamente. A livello musicale Gatti ha dato vita a una lettura magnifica, forse la mia voce è un po' troppo lirica per questo ruolo, però mi sono trovata a mio agio. Non giudico la regia, comunque il personaggio di Gilda non è stato troppo distante dalle intenzioni di Verdi. Forse l'ambientazione e la scenografia erano abbastanza forti, ma il carattere di Gilda coincideva con quello che voleva Victor Hugo per il suo "Il re si diverte". Non ho trovato grandi difficoltà nell'interpretazione, si è vista una Gilda apparentemente ingenua e bisognosa d'affetto fino al suo dare la vita per amore.

 

b_200_150_16777215_00___images_schermata_2019-01-18_alle_12.46.01.pngPer la rassegna "Prime donne" del Palladium ha scelto brani di Strauss, Schubert e Bellini accomunati all'omaggio al mondo notturno. Come spiega questa scelta?

La notte e la luna mi hanno sempre affascinata, è un mondo che non si vede e un po' misterioso. Di notte sogniamo tutti ed è un po' quello che faccio io quando canto, mi sembra sempre di vivere un sogno. Ecco perché ho dedicato la mia serata a tutto questo, sperando che nessuno si addormenti (ride ndr). Sono brani molto dolci, è un programma forse d'élite ma spero che il pubblico possa apprezzarlo.

 

b_200_150_16777215_00___images_schermata_2019-01-18_alle_12.45.42.pngIl 2019 è appena cominciato. Che cosa si aspetta dal nuovo anno e quali progetti la riguarderanno nei prossimi mesi?

Ho un calendario pieno, sarò a Trieste per "L'elisir d'amore", poi a Las Palmas per il debutto come Fiordiligi in "Così fan tutte": in questo caso sarò diretta dal Maestro Giuseppe Sabatini che è anche il mio maestro. Sarò anche allo Sferisterio di Macerata, un impegno a cui tengo tantissimo, un altro Rigoletto dopo quello del Costanzi. Dopo le Marche tornerò al San Carlo per "La traviata", prima del debutto in "Bohème" al Petruzzelli di Bari. Nel 2020, invece, avrò un impegno importante con "La traviata" all'Opera di Sydney. Quello che dico sempre è che non mi interessa la fama e arrivare al successo, il mio sogno è quello di poter vivere cantando, non considero questo un lavoro ma la mia passione.

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