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Mos in_Egitto-Welsh_National_Opera_Cardiff_2014_1Ferrara, febbraio 2015. Attualmente considerato uno dei migliori specialisti del repertorio rossiniano, David Alegret inizia la sua solida carriera nel 2004 a Klagenfurt ne L’Italiana in Algeri: “per me è sicuramente un onore essere ritenuto un esperto, ma anche una grande responsabilità ogni volta che canto Rossini. Nella mia carriera ho sempre cercato di compiere le scelte migliori per la mia voce e di andare avanti poco a poco, ma senza compiere passi falsi. Questa buona reputazione che mi viene riconosciuta mi incoraggia ad andare avanti e a continuare con il mio percorso nei modi intrapresi fino a questo momento. E poi, ovviamente, per me è una grande allegria cantare Rossini, mi rende felice”.

David Alegret_Il_Turco_in_Italia___Hamburgische_Staatsoper_2010Già a partire dai suoi esordi il tenore spagnolo ha preso parte a Il viaggio a Reims nei panni del Conte di Libenskof per il Festival Giovane al Rossini Opera Festival 2004, per poi tornare nel 2012 nel ruolo di Florville ne Il signor Bruschino: “certamente Pesaro è stato per me uno degli impegni più emozionanti e importanti della mia carriera. Lo sarebbe stato per qualsiasi cantante rossiniano. Sentivo una responsabilità maggiore perché il pubblico del ROF ha ovviamente molta esperienza ed è un ferrato conoscitore e un grande intenditore del repertorio di questo compositore. Ma la sensazione che più mi è rimasta è davvero di grande euforia. In ogni caso credo che lo studio del personaggio e della musica, lo sforzo che si deve dare in scena e il rispetto per il pubblico devono essere sempre gli stessi in tutti i teatri del mondo, dai più piccoli ai più importanti. Anche se è vero che le emozioni che ho provato a Pesaro resteranno con me per tutta la mia vita e che mi ha dato una grande allegria cantare nella città del compositore che tanto amo, non trovo che la differenza in palcoscenico per me sia abissale. Il mio impegno per dare il massimo a tutti gli spettatori è sempre lo stesso, ovunque io sia”.
David Alegret-Il_Turco_in_Italia-Gran_Teatre_del_Liceu_Barcellona__A_Bofill_2014_12La musica di Rossini è universale ed ha una scrittura così attenta che lascia apparentemente poco spazio alle interpretazioni personali: “spesso noi cantanti siamo i nostri migliori critici e riuscire a definire le nostre qualità può sembrare pedante, ma personalmente, oltre ai requisiti tecnici, credo sopratutto che ciò che desidero esprimere attraverso i miei ruoli sia semplicità e onestà. In generale credo che il canto rossiniano sia scritto talmente bene, che prima di tutto all’interprete è richiesto di lasciarsi andare, di lasciarsi trasportare dalla musica. Rossini era un genio e la sua scrittura musicale lo permette perfettamente”.
Il Turco_in_Italia-Treviso_2015Dopo due anni di assenza, David Alegret torna in Italia: “qui ho avuto delle bellissime esperienze in passato: oltre a Pesaro con Il viaggio a Reims e Il signor Bruschino, ho cantato anche al Teatro Regio di Torino con Lindoro ne L’Italiana in Algeri, all’Opera di Roma e al Teatro Verdi di Trieste con Don Ramiro ne La Cenerentola e ora Narciso ne Il Turco in Italia al Teatro Comunale di Treviso e al Teatro Comunale di Ferrara. Per me, essere chiamato in Italia per cantare Rossini, è prima di tutto un grande onore. Inoltre adoro questo Paese, ogni volta che torno mi diverto moltissimo. Mi piace la gente, così simpatica; i paesaggi, che sono veramente spettacolari; per non parlare del cibo, o del vino! Insomma, ogni volta mi è permesso non solo di crescere dal punto di vista professionale, ma anche di aggiungere una bella esperienza di vita!”.
David Alegret_como_Lindoro_de_LItaliana_in_Algeri_en_el_Teatro_Real_de_Madrid__Javier_del_Real_2009Oltre a Rossini, il tenore spagnolo ha in repertorio anche molti ruoli di Mozart, Bellini e Donizetti, comprendendo tutta la corrente del belcanto, dal più classicista fino a quello più romantico e drammatico. “Credo che, nonostante tutte le differenze che ci sono tra Mozart, Rossini, BelliniDonizetti, ci sono anche molte similitudini che in un certo senso si sostengono tra loro. Secondo me si deve e si può imparare qualche cosa di diverso da ciascun compositore ed è molto importante affrontare lo studio nel modo e nel momento giusto. Sono tipologie di canto molto diverse tra loro, eppure è evidente che ci sono delle analogie e dei parallelismi di base che si retro-alimentano, ovvero imparare la tecnica rossiniana influenza il modo in cui si esegue il canto mozartiano e viceversa. Nel momento in cui mi metto a studiare un ruolo di Rossini o di Mozart, che sono due dei compositori che più interpreto, il mio obiettivo è pensare alla naturalezza che deve risultare nel canto e ciò vale per tutti gli autori. Musicalmente entrambi obbligano ad un determinato legato, ma quello che esige Mozart risiede in una linea di canto che permette un’emissione molto delicata, un suono morbido, una certa proiezione della parola, un’interiorizzazione del canto e una chiara fantasia poetica: è qualche cosa che tocca profondamente le emozioni. David Alegret_2__Joan_Toms_-_Fidelio_ArtistInvece il legato di Rossini deve essere affrontato in modo diverso, deve essere ovviamente delicato, ma soprattutto richiede all’interprete una certa omogeneità e un controllo della tecnica molto sicuro per poter sostenere in modo saldo tutte le sfide insite nella partitura: il colore della voce deve essere ricco e uniforme, il controllo dell’aria deve permettere facilmente di ridurre o rafforzare i suoni facendo attenzione a non forzare e ovviamente lavorare al meglio per ottenere una coloratura chiara e pulitissima, poiché si devono ascoltare e sentire tutte le note. Alcune di queste tipiche caratteristiche rossiniane si potrebbero applicare anche a Mozart: per questo dico che si retro-alimentano e che quello che si studia con un compositore si può applicare anche in altri, anche se la natura, l’essenza del canto, in sé è diversa. Tecnicamente – prosegue il tenore spagnolo – credo che in questo momento la mia voce si trovi perfettamente a suo agio nel repertorio rossiniano. Ma ci sono anche compositori come Bach, che canto abbastanza spesso, con cui credo di poter dare molto. Ma soprattutto il grande Mozart, che per molti motivi, anche personali, è in assoluto l’autore che più mi emoziona”.
Das Liebesverbot_Wagner_Festival_Castell_de_Peralada_2013David Alegret ha molti progetti per il futuro: “tra pochi giorni canterò La Creazione di Haydn al Palau de la Musica Catalana, dove ho cantato il mio primo concerto solista a febbraio con un repertorio di Lied. A maggio sarò Ferrando in Cosi fan tutte al Gran Teatre del Liceu della mia città, Barcellona, e in ottobre canterò in Semiramide all’Opéra di Marsiglia. Inoltre nel 2016 interpreterò la prima opera di Wagner, Das Liebesverbot, al Teatro Real di Madrid e sarò Almaviva ne Il Barbiere di Siviglia per l'ABAO-OLBE di Bilbao”.
Il sogno nel cassetto del tenore spagnolo è un desiderio dichiarato: “poter vivere di questa professione il più a lungo possibile! È una vita che amo; adoro cantare e spero di poterlo fare tutta la vita. Inoltre più che un sogno ho un obiettivo, ed è superarmi e migliorarmi in ogni recita, ogni concerto, ogni giorno!”.

 

FOTO GENTILMENTE CONCESSE DA DAVID ALEGRET

 

Mosè in Egitto, Welsh National Opera, Cardiff 2014

 

Il Turco in Italia, Hamburgische Staatsoper, 2010

 

Il Turco in Italia, Gran Teatre del Liceu, Barcellona, © A Bofill 2014

 

Il Turco in Italia, Teatro Comunale di Treviso, 2015

 

L'Italiana in Algeri, Teatro Real de Madrid, © Javier del Real 2009

 

David Alegret, © Joan Tomàs, Fidelio Artist

 

Das Liebesverbot, Festival Castell de Peralada, 2013

 

 

 

 

 

 

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