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Leggi tutto...Sappia che sarei potuto diventare l' esploratore degli abissi delle note musicali. Alberto Sordi è stato un personaggio carismatico sia nella finzione cinematografica che nella vita privata e questa frase spiega molto bene la passione per l'opera lirica di cui non smetteva mai di vantarsi. In particolare, erano le sue doti di basso a renderlo orgoglioso. Il celebre attore romano è stato protagonista di una serie di pellicole in cui il melodramma è parte integrante, senza dimenticare le esperienze personali a contatto con la musica, iniziate quando era piccolo. D'altronde, le sette note non potevano non caratterizzare la sua formazione e cultura.

Leggi tutto...L'unico trionfo rimase quello del titolo: la notte di Santo Stefano di duecento anni fa esatti fu a dir poco movimentata per il Teatro Ducale di Parma. Doveva essere rappresentata un'opera di Giovanni Simone Mayr, "Il trionfo dell'amicizia ossia La rosa bianca e la rosa rossa", e nulla lasciava presagire quello che sarebbe successo in seguito. Gli impresari d'opera di inizio '800 sapevano benissimo che le serate potevano non andare tutte per il giusto verso e ne era consapevole anche Osea Francia. Il nome è quello di un impresario di grande esperienza che era riuscito a far decollare nel modo giusto il nuovo teatro di Faenza. Nel 1818, invece, la sua reputazione rischiò di essere compromessa.

Leggi tutto...Quando si parla di opera lirica si pensa immediatamente a una serie di paesi, dimenticandone altri. La Repubblica Ceca, ad esempio, non sembra aver fornito grandi spunti al melodramma, ma l’apparenza inganna. L’inno nazionale di questa nazione (e, in precedenza, della Cecoslovacchia) non è altro che uno dei pezzi principali di un’operetta, uno struggente motivo che testimonia lo sviluppo considerevole del teatro e della musica locale. La composizione ha un nome lunghissimo: si chiama “Fidlovačka aneb Žádný hněv a žádná rvačka”, ma per comodità si preferisce fare riferimento soltanto a Fidlovačka. L’autore è František Jan Škroup, mentre la prima rappresentazione risale al 1834, per la precisione a Praga. Di cosa si tratta nello specifico?

Leggi tutto...Volgarità nauseante e puerile insipidezza. Il giudizio immediato su "L'equivoco stravagante", opera buffa in due atti di Gioachino Rossini su libretto di Gaetano Gasbarri, non fu certo tenero. Il dramma giocoso fu rappresentato per la prima volta in assoluto il 26 ottobre del 1811, dunque esattamente 207 anni fa, quindi è il giorno giusto per capire se le critiche siano state ingenerose. L'accoglienza del Teatro del Corso di Bologna fu controversa e ancora oggi questo titolo viene associato al numero eccessivo di doppi sensi ed equivoci fin troppo allusivi. Il libretto non ha mai convinto del tutto, mentre il versante musicale merita un discorso a parte.

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