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Leggi tutto...Iris è il simbolo dell'arte immortale, trionfante di tutte le sozzure del basso mondo; ma quale leggiadria di contorni, quanta delicatezza, quanta soavità circondano questo simbolo! Pietro Mascagni usò queste parole per descrivere il nuovo soggetto che gli aveva appena proposto il librettista Luigi Illica, proficuo collaboratore di Puccini che si era lasciato ispirare da un soggetto giapponese di quasi un secolo prima, "Il sogno della moglie di un pescatore". L'interesse del compositore livornese fu sempre altissimo, fino alla prima rappresentazione risale del 22 novembre del 1898, per la precisione al Teatro Costanzi di Roma, esattamente 121 anni fa. A distanza di oltre un secolo, il giudizio su quest'opera in tre atti è ancora alterno, proprio come avvenne dopo il debutto nella Capitale. Le premesse non erano state per nulla positive. Il debutto era stato fissato inizialmente per la stagione 1896-97 per poi slittare di un anno, un cambio di programma che innervosì i rapporti tra il musicista e la Casa Sonzogno che si era assicurata i diritti.

Leggi tutto...Il primo vero tenore, capace di mettere tutto il suo genio nel canto. Stendhal era un grande appassionato d'opera e i suoi giudizi sui cantanti che riuscì ad ascoltare sono delle preziose testimonianze sul melodramma nel periodo compreso tra il '700 e l'800. Queste parole sono state messe nero su bianco per valutare le performance di Giovanni David (o Davide), tenore vissuto tra il 1790 e il 1868 e famoso per aver creato molti ruoli rossiniani. Viene considerato ancora oggi il prototipo del tenore contraltino, adatto alle opere del compositore marchigiano, acuto e brillante oltre che improvvisatore. I falsetti e i falsettoni che eseguiva di continuo dividevano il pubblico. Lo stesso Stendhal adorava questo cantante, ma non mancavano gli spettatori insofferenti. La musica entrò a far parte della sua vita fin da subito, dato che suo padre era niente di meno che un altro tenore tra i più virtuosi del suo tempo. Si sta parlando di Giacomo David, anch'esso lodato dallo scrittore francese e grande fonte di ispirazione per il figlio Giovanni.

Leggi tutto...Non c'è niente di meglio di un recitativo interpretato col metodo della Grassini e l'anima della Pasta.

È Stendhal a esprimere questo giudizio lusinghiero sul contralto Giuseppina Grassini nel 1827. Lo scrittore francese era un melomane appassionato e competente e questa breve frase fa capire molto bene di che tipo di cantante si trattasse. Nata a Varese il 18 aprile del 1773, dunque esattamente 246 anni fa, la Grassini è ricordata soprattutto per due motivi. Fra le sue allieve ci furono nomi illustri come quello di Giuditta Pasta e delle nipoti Giuditta e Giulia Grisi, inoltre fu anche una delle amanti di Napoleone Bonaparte. La sua vita ci racconta però molto altro.

Leggi tutto...Sono passati 75 anni dall'eccidio delle Fosse Ardeatine, una pagina nerissima della nostra storia che non potrà mai essere dimenticata. Tra le 335 vittime della furia nazista che non risparmiò proprio nessuno in una Roma allo stremo c'era anche un cantante lirico che avrebbe meritato maggiore fortuna e che è noto anche come "tenore partigiano". Si tratta di Nicola Ugo Stame, medaglia d'argento al valor militare alla memoria e appassionato fin da bambino di musica. La sua breve vita merita di essere approfondita per capire chi era questo ragazzo e quale futuro poteva riservargli il destino. Stame nacque l'8 gennaio 1908 a Foggia e ad appena 16 anni fu costretto ad emigrare in Sud America per raggiungere i parenti della madre.

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