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Leggi tutto...Non è raro scoprire tra gli scaffali polverosi di qualche biblioteca una partitura operistica dimenticata, un autentico tesoro che si pensava perduto per sempre. In Spagna è accaduto proprio questo: una tesi di dottorato presso l'Università Autonoma di Barcellona ha permesso di ritrovare, a distanza di oltre un secolo, la prima opera lirica composta da una donna spagnola per un teatro del paese iberico. Si sta parlando di Maria Luisa Casagemas Coll, vissuta tra il 1873 e il 1942 e figlia del viceconsole degli Stati Uniti a Barcellona: l'opera si chiama invece "Schiava e Regina" e ora gli esperti dell'ateneo catalano dovranno valutarne la qualità, visto che si è sempre parlato della musicista come di una bambina prodigio.

Leggi tutto...Se durante la recita non siamo bravi, è giusto anche fischiare. Quando sbaglio sono pronto ad accettarlo. Questa frase di Luciano Pavarotti spiega molto bene il rapporto che i cantanti d'opera hanno sempre avuto con l'ambiente teatrale: ci sono state occasioni in cui il pubblico è stato ostile anche con il tenore modenese, senza risparmiare altre "stelle" come Maria Callas, Renata Tebaldi o Giuseppe Di Stefano. I fischi, poi, hanno riempito le platee di tutta Italia anche nel secolo d'oro del melodramma, l'800, ed è proprio in questo periodo storico che avvenne uno degli episodi più curiosi se si pensa a una situazione del genere.

Leggi tutto...Puccini alle stelle! Le Villi entusiasmano. Applausi di tutto, tuttissimo il pubblico dal principio alla fine. Povera Commissione del Concorso del Teatro Illustrato che non ha accordato a Puccini nemmeno la menzione onorevole, l'ha buttato in un canto come uno straccio.

L'articolo critico di Marco Sala è datato 1° giugno 1884, il giorno successivo alla prima rappresentazione de "Le Villi" (al Teatro Dal Verme di Milano), il debutto operistico di Giacomo Puccini, e contiene due informazioni davvero interessanti: prima di tutto l'accoglienza favorevole del pubblico milanese e poi lo strano atteggiamento della commissione che esaminò il lavoro del giovane lucchese.

Leggi tutto...Ogni opera di Giuseppe Verdi aveva e ha ancora una sfumatura drammatica ben precisa, quella che lo stesso compositore chiamava "tinta musicale". Anche quella dell'"Aida" è ben riconoscibile, ma come riuscì il musicista bussetano a ottenere un effetto così esotico e intrigante? L'ispirazione musicale può essere spesso bizzarra e ne è un chiaro esempio proprio questa storia ambientata nell'antico Egitto. Vale la pena approfondire un aneddoto relativo al periodo in cui l'"Aida" era ancora in fase di composizione, un racconto che rende ancora più interessante l'ascolto e che contribuisce alla "popolarizzazione" di uno dei titoli verdiani più noti e apprezzati.

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