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Leggi tutto...Nel 1809 le orecchie di Gaspare Spontini riecheggiavano ancora degli applausi e degli apprezzamenti del pubblico parigino dell'Académie Impériale de Musique, il teatro che alcuni mesi prima aveva ospitato la prima rappresentazione della sua opera più famosa, "La Vestale". Dopo questo trionfo, la strada per il musicista marchigiano era decisamente spianata, come testimoniato dalla richiesta ufficiale da parte di Napoleone Bonaparte, intenzionato a far rappresentare un nuovo e importante lavoro. L'Imperatore era stato letteralmente affascinato da Spontini, ritenuto il compositore perfetto per illustrare le gesta del suo Impero, al punto da offrire 10mila franchi come segno tangibile del gradimento.

Leggi tutto...Sia l'istante maledetto che dal foco ei ti salvava.

La cabaletta del terzo atto de "Il corsaro" di Giuseppe Verdi contiene una frase che descrive bene il detino di quella che è stata definita una delle peggiori opere del compositore emiliano, se non la peggiore in assoluto. Oltre alla prima assoluta, quella del 25 ottobre 1848 al Teatro Grande di Trieste, c'è stato però un altro "istante maledetto", quello della rappresentazione moderna, organizzata oltre un secolo dopo il debutto. Sull'opera ha pesato inevitabilmente il giudizio negativo dello stesso creatore, il quale appare piuttosto disinteressato al destino del suo lavoro nelle lettere di quel periodo.

Leggi tutto...Se non ci fosse la censura gli italiani se la farebbero da soli. Questa frase del regista Federico Fellini è perfetta per iniziare a parlare di un'opera lirica che oggi è stata dimenticata, ma che all'epoca della composizione e in quella immediatamente successiva provocò un dibattito infinito. Si tratta de "La favola del figlio cambiato", tre atti in cinque quadri su musica del compositore veneziano Gian Francesco Malipiero, il cui libretto fu scritto niente meno che da Luigi Pirandello. La prima rappresentazione è datata 13 gennaio 1934, per la precisione al Landestheater di Braunschweig, mentre per la prèmiere italiana fu necessario attendere altri tre mesi con l'allestimento del Teatro Reale dell'Opera di Roma, l'attuale Teatro Costanzi.

Leggi tutto...Quello tra Italia e Francia è il più classico dei rapporti di odio e amore: nel corso della storia non sono mai mancati tradimenti clamorosi e strizzate d'occhio, senza alcuno spazio per le mezze misure. Questa rivalità nazionale non ha risparmiato nemmeno l'opera lirica e uno degli esempi più celebri è quello che ha contrapposto Gaetano Donizetti e Daniel Auber. I due compositori sono stati attratti dallo stesso argomento, al punto da far rappresentare un soggetto identico a distanza di pochissimo tempo. "L'elisir d'amore" è uno dei titoli più noti, se non il più famoso, del musicista bergamasco, ma spesso ci si dimentica di citare un lavoro messo in scena pochi mesi prima dal collega francese, "Le philtre", un termine che può essere tradotto, non a caso, con "elisir".

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