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Leggi tutto...È il 21 maggio del 1892 quando al Teatro Dal Verme di Milano viene rappresentata per la prima volta l'opera lirica in due atti Pagliacci, su musica e parole di Ruggero Leoncavallo. È una vera e propria consacrazione per il compositore napoletano, il cui lavoro diventa un trionfo internazionale, un successo che dura, inalterato, ancora oggi, grazie soprattutto alle forti tinte veriste che si notano sin dalla prima nota. Non è un caso, infatti, che Pagliacci sia spesso rappresentata in coppia con Cavalleria Rusticana di Mascagni, con strutture e trame molto simili tra loro. Ed è proprio la trama del capolavoro leoncavalliano a incuriosire e intrigare. La storia di questa compagnia teatrale girovaga che giunge in un piccolo paesino del Meridione italiano; la gelosia e il tradimento in primo piano, con il protagonista che uccide la moglie in scena, reso furioso dall'aver scoperto la tresca e di viverne una parallela al momento di recitare; lo stupore impotente di tutti i paesani.

Leggi tutto...Non è un anniversario pieno, ma vale la pena ricordarlo, nonostante si tratti di una delle tante opere dimenticate che riempiono il firmamento della lirica: il 30 settembre del 1813, ben novantanove anni fa, andava in scena per la prima volta Il califfo di Bagdad, opera comica in due atti di un tenore di grido, lo spagnolo Manuel Garcia, su libretto di Andrea Leone Tottola. Il teatro scelto in questo caso fu quello del Fondo di Separazione di Napoli, l'attuale Mercadante, con la direzione di Nicola Festa e le scenografie di Antonio Niccolini. Il cast era davvero molto interessante quel lontano giovedì, con lo stesso Garcia nei panni del califfo Isaun, oltre a un soprano importante come Isabella Colbran (Zetulbè), Domenico Donzelli (giudice) e Angelo Ranfagna (Lemaldino).

Leggi tutto...Due secoli di vita, ma una freschezza e una vitalità intatte: la prèmiere de La pietra del paragone, melodramma giocoso in due atti di Gioachino Rossini, compie proprio oggi duecento anni, un anniversario importante che permette di discutere e approfondire questa opera del compositore pesarese, soprattutto il motivo per cui in quel lontano 26 settembre del 1812 Rossini ottenne un successo clamoroso e delirante, mentre oggi non possiamo annoverare questo lavoro tra i più eseguiti in assoluto. Anzi, molti critici si chiedono perché allora l'accoglienza della Scala di Milano sia stata così positiva, visto che Rossini aveva appena vent'anni e poche referenze.

Leggi tutto...L'opera lirica romantica prevede nella maggior parte dei casi un impianto tragico e la presenza di pochi, ma definiti personaggi: di conseguenza, i compositori non erano soliti disporne troppi attorno al terzetto tradizionale, vale a dire quello formato dal tenore, dal soprano e dal baritono. Nei libretti, comunque, si trova pur sempre qualche sestetto, ma si tratta più che altro di un terzetto che è stato allargato a qualche comprimario, il quale di solito non recita molte altre battute nel resto dell'opera. Un esempio interessante di sei voci messe tutte insieme è rappresentato senza dubbio da una composizione che risale addirittura al 1639, Le nozze di Peleo e Teti di Francesco Cavalli, anche se in questo caso siamo proprio ai primordi delle arie liriche.

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