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Leggi tutto...Il 23 ottobre del 1842, esattamente centosettanta anni fa, cadeva di domenica: fu proprio questa la data scelta per allestire per la prima volta al Teatro Comunale Nuovo di Modena La fanciulla di Castelguelfo: si tratta di un melodramma in due atti che reca la musica e le parole di un celebre librettista dell'Ottocento, Temistocle Solera. Più precisamente, questa composizione non è altro che il rifacimento di una precedente opera dello stesso Solera, vale a dire Il contadino di Agliate (Milano 1841). Questo personaggio è meglio noto per la sua collaborazione proficua con Giuseppe Verdi, visto che è stato proprio lui a fornirgli i libretti per Oberto, conte di San Bonifacio, Nabucco, I Lombardi alla prima crociata, Giovanna D'Arco e Attila, ma della sua attività di compositore si sa poco e nulla, tanto è vero che questa Fanciulla è una delle tante opere dimenticate della lirica.

Leggi tutto...Una conoscenza superficiale di Pietro Mascagni rischia di far dimenticare molti meriti e impegni della sua lunga carriera: il compositore di Cavalleria Rusticana, infatti, non ha soltanto prodotto musica a profusione, ma si è cimentato più volte nel ruolo di direttore d'orchestra, partendo dalla gavetta giovanile delle operette e arrivando fino agli ultimi anni di vita. Che produzione direttoriale è riuscito a lasciarci il livornese? Basta esaminare con attenzione la sua biografia per accorgersi che l'esperienza in questione è stata davvero gigantesca nelle dimensioni, sia per quel che riguarda il lato quantitativo che quello qualitativo. Cerchiamo dunque di immaginare Mascagni alle prese con la bacchetta e l'orchestra.

Leggi tutto...Gli appassionati d'opera sanno perfettamente che accanto ai nomi noti della lirica vi sono anche moltissimi compositori di cui si è persa traccia, che sono stati dimenticati o che possono semplicemente essere considerati delle "meteore": ripercorrere le loro vite significa quindi aggiungere nuove curiosità a un universo già di per sé sconfinato e che ha sempre qualcosa da insegnare. Uno dei tanti operisti minori che ha affrontato la strada della composizione nel XIX secolo è senza dubbio Giuseppe Apolloni. Vicentino, classe 1822, cominciò a studiare musica seguito dal maestro Francesco Canneti, ma la sua giovinezza è stata costellata anche da importanti eventi politici. Nel 1848, infatti, Apolloni decide di prendere parte ai celebri moti che in quell'anno tentarono di scalzare le monarchie straniere dall'Italia, il preambolo della prima guerra d'indipendenza.

Leggi tutto...L'anno 1813, il giorno 12 di ottobre, alle nove del mattino, è giunto da noi Verdi Carlo, di ventotto anni, oste, domiciliato a Roncole, il quale ci ha notificato un bambino di sesso maschile, nato il giorno 10 corrente, alle otto della sera, suo e di Luigia Uttini, filatrice, domiciliata alle Roncole, sua moglie, e a cui ha dato i nomi di Giuseppe, Fortunino, Francesco.

Cominciava così, ben 199 anni fa, la vita del più grande compositore operistico italiano, Giuseppe Verdi: un atto di nascita redatto in francese (il Ducato di Parma era uno dei tanti staterelli controllati da Napoleone), un padre oste e una madre filatrice, la campagna delle Roncole, tutti questi elementi racchiudono i primi vagiti di Verdi, in quella Pianura Padana che sarà per lui più volte una incredibile fonte di ispirazione. È quasi scontato parlare oggi della sua vita o delle sue opere, su cui sono stati versati fiumi di inchiostro. Più che altro, questo 10 ottobre 2012 può essere utile per cercare di capire cosa rappresenti al giorno d'oggi Verdi per la musica e per il nostro paese.

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