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b_200_150_16777215_00___images_preziosa.jpgSarà ricordato per secoli dopo la sua morte. Non è stato molto profetico il celebre scrittore irlandese James Joyce nel predire il futuro che avrebbe atteso Antonio Smareglia: il compositore di origine istriana, infatti, è uno di quei nomi che l'opera lirica tende a dimenticare con troppa facilità, mentre invece il suo repertorio meriterebbe una considerazione maggiore. Uno spunto per ricordarlo in maniera adeguata ci viene dato dal calendario, visto che il 20 novembre del 1879, quindi esattamente 133 anni fa, il musicista di Pola debuttava con la sua prima composizione assoluta, il dramma lirico Preziosa. Prima di descrivere quest'opera, però, è necessario accennare qualche dettaglio biografico di Smareglia, in modo da comprendere la sua formazione musicale.

Smareglia nacque appunto a Pola nel 1854 e iniziò i suoi studi musicali a Vienna, mettendo da parte quelli di ingegneria. Al Conservatorio di Milano, poi, ebbe come maestro Franco Faccio, il quale lo mise in contatto con gli ambienti della Scapigliatura. Tutta la sua produzione fu di tipica impronta italiana, anche se, influenzato proprio dagli scapigliati, cercò sempre di mostrarsi come un acceso e polemico fan di Wagner, ritenendo il melodramma verdiano ormai superato. I meriti della sua musica vanno però riconosciuti: in effetti, i temi scelti non furono proprio originali al massimo, ma ogni situazione e atmosfera era la più adatta per il dramma scelto, inoltre fu in grado di dare il giusto risalto alla voce dei cantanti, anticipando di fatto il declamato di Ildebrando Pizzetti. Oltre a Preziosa, si possono ricordare altre opere come Re Nala, Nozze Istriane, La falena, Oceana e Abisso. Morì a Grado (Gorizia) nel 1929.

 

b_200_150_16777215_00___images_smareglia.jpgLa scelta di questa opera seria in tre atti divenne realtà dopo aver approfondito un lavoro dello scrittore americano Henry Wadsworth Longfellow, vale a dire "The spanish student", ispirata ai suoi viaggi giovanili in Spagna. Il libretto venne quindi affidato ad Angelo Zanardini (tra gli altri suoi versi bisogna ricordare senza dubbio quelli di Il figliuol prodigo di Ponchielli, Dejanice di Catalani e Tilda di Cilea, oltre alla traduzione del Don Carlos di Verdi). I personaggi sono otto, ovvero la fanciulla zingara Preziosa (soprano), i due studenti di Alcalà Ippolito e Vittorino, lo zingaro Romano, il nobile madrileno Lara, il servo di quest'ultimo Francesco, il capo degli zingari Cruzado e la guardia notturna Sereno, oltre a musicanti, altri studenti, zingari e contrabbandieri. Smareglia e Zanardini, inoltre, optarono per far svolgere l'azione a Madrid (nei primi due atti) e nei dintorni di Guadarama (l'ultimo atto), ambientando il tutto verso la fine del '600.

 

b_200_150_16777215_00___images_teatro_dal_verme_interior_circa_1875.jpgLa prèmiere, come già accennato, fu fissata per il 20 novembre del 1879 presso il Teatro Dal Verme di Milano: l'esito può essere definito positivo, ma non un trionfo vero e proprio, anche se Smareglia fece molto parlare di sé per la giovane età (aveva appena venticinque anni) e la padronanza della composizione. La compagnia di canto non era di primissimo piano, con Giulia Valda e Luigi Maurelli nei due ruoli principali, oltre al baritono sloveno Josip Nolli. Preziosa, comunque, fa intuire quale sarà la tipica produzione di Smareglia, con suoni suadenti e capaci di trasmettere ogni tipo di sentimento. La sfortuna del compositore istriano dipese da diversi fattori. Egli aveva infatti un carattere molto combattivo e pronto allo scontro dal punto di vista culturale, ma tutto questo non bastava.

 

In effetti, la sua strenua difesa di Wagner in un periodo in cui Giuseppe Verdi era il dominatore assoluto delle scene italiane, con la casa editrice Ricordi tutta incentrata sul cigno di Busseto, non lo ripagarono; lo sbarramento psicologico che Verdi esercitava sui giovani compositori era evidente, tanto è vero che Preziosa risente fortemente delle influenze verdiane, ma si interessò a Smareglia la casa editrice Lucca, la quale propose all'autore dei contratti anche per le opere successive. Il debutto melodrammatico in questione va ricordato e apprezzato, visto che a torto si parla del compositore come uno degli operisti minori dell'Ottocento.

 

b_200_150_16777215_00___images_506666c04e325821dc5b0435637d86e4.jpgIn realtà, la sua vita musicale fu una sorta di isolamento culturale, quasi da straniero in patria che voleva a tutti i costi far trionfare la musica mitteleuropea: come se non bastasse, l'accusa, ingiusta e infame, di portare sfortuna lo marchiò a vita, quando invece si trattava soltanto di una calunnia lanciata da un giornalista di Trieste, incattivito dal fatto che Smareglia non avesse aderito alla causa irredentista negli anni della Prima Guerra Mondiale.

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