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b_200_150_16777215_00___images_230px-primo_riccitelli_ritrbil.jpgLa calda serata dell'8 luglio 1916, quasi cento anni fa per la precisione, fu una delle più importanti per il compositore abruzzese Primo Riccitelli: si tratta infatti della data in cui, presso il Teatro Carcano di Milano andò in scena Maria sul Monte, leggenda lirica in due atti su libretto di Carlo Zangarini. È una delle tante opere che si sono progressivamente dimenticate e che, a distanza di novantasei anni, sono in pochi a ricordare. Perché dopo il buon successo di pubblico riscontrato e le critiche incoraggianti da parte degli esperti, questo lavorò non venne più ripreso? Cerchiamo di capire il contesto e chi era esattamente questo compositore di cui non si parla così spesso.

Riccitelli nacque nel 1875 a Cognoli di Campli, piccolo comune della provincia di Teramo. In realtà, il nome Primo fu quasi una scelta artistica, in quanto suo padre Giuseppe lo aveva battezzato come il nonno, Pancrazio. Le prime conoscenze musicali furono garantite da Nicola Dati, maestro di cappella del duomo teramano in cui era solito recarsi, tanto da comporre su una spinetta vecchia e malandata (un po' come avvenne con Giuseppe Verdi) le prime brevi composizioni. La svolta più importante, però, si verifica nel 1896, quando Riccitelli deve ancora compiere ventuno anni e soprattutto quando Pietro Mascagni, fresco trionfatore con la sua Cavalleria Rusticana, lo accoglie come allievo nel Conservatorio di Pesaro. C'è comunque da precisare che una età del genere era piuttosto avanzata rispetto a quella consentita, dunque in molti hanno ipotizzato delle lezioni private da parte dello stesso Mascagni. L'ambiente di lavoro è stimolante, tanto che uno dei compagni di Riccitelli fu un altro celebre operista, Riccardo Zandonai.

 

b_200_150_16777215_00___images_primo.jpgLa Casa Musicale Sonzogno cominciò a credere in lui e ne è testimonianza la commissione dell'opera Madonnetta, su libretto di Luigi Illica, purtroppo mai rappresentata per divergenze di opinione. Dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, Mascagni lo indirizza alla società del Teatro Lirico Italiano ed è a questo punto che nascono I compagnacci, opera in un atto su libretto di Giovacchino Forzano, secondo alcuni una composizione accostabile al Gianni Schicchi di Puccini. L'esito al Costanzi di Roma (1923) fu trionfale e anche alla Scala di Milano vi saranno numerose chiamate alla ribalta. Un altro lavoro da ricordare, poi, è Madonna Oretta, protagonista di una lunga gestazione e una partitura più volte rivista. Riccitelli morì a Giulianova nel 1941 all'età di sessantacinque anni.

 

b_200_150_16777215_00___images_teatro-carcano-2.jpgQuesta Maria sul Monte conobbe solamente due ribalte per poi essere accantonata: come mai? Nonostante Riccitelli sia considerato il maggiore musicista abruzzese del Novecento, gli studi sulle sue composizioni sono ancora incompleti: in effetti, molte opere sono rimaste inedite per sempre, come ad esempio il melodramma Lory e il bozzetto mistico drammatico Suor Maddalena. Dunque, per capire che opera sia stata questa, è necessario rifarsi a ciò che scrissero i critici all'indomani della prèmiere. C'è accordo nel ritenere che la rappresentazione sia stata accompagnata da un successo spontaneo. Purtroppo, in molti hanno voluto a tutti i costi rintracciare l'influenza di Mascagni in questo lavoro, dimenticando che Riccitelli è sì un componente della scuola verista a pieno titolo, ma la sua Maria sul Monte è stata rappresentata per la prima volta dopo un decennio di ritocchi, quando era impossibile essere influenzati da opere come Parisina e Isabeau.

 

L'ispirazione era dunque buona, ma vi sono forse troppi luoghi comuni del melodramma nel libretto e gli sviluppi del tema non sono troppo elaborati. La storia è presto detta: Maria, una fanciulla che vive nella riviera ligure di Ponente (siamo intorno all'800) è affascinata dalle parole mistiche del cantastorie Angion, mentre ha sempre rifiutato l'amore di Beppe. Lo stesso Angion confessa di averla sognata come una Madonna e di avere intenzione di costruirle un tempo in cima a un monte. Non si arriva mai a capire quanto i due giovani siano convinti di quello che fanno: Beppe scopre Maria e Angion in una grotta, invita la giovane a tornare in paese e vuole addirittura rapirla, ma improvvisamente un fulmine celeste colpisce Angion e l'apparizione di Maria sembra proprio quella di una Madonna.

 

b_200_150_16777215_00___images_350px-madonna_oretta_1952.jpgI cori di quest'opera non sono affatto semplici, ma l'orchestra è sempre sobria ed elegante: non manca neanche un breve intermezzo e in questo caso i paragoni con Mascagni si sprecano. Il pubblicò apprezzò il lavoro nel suo complesso, ma forse alcune difficoltà tecniche e incomprensioni causarono l'oblio successivo. Fortunatamente esiste l'associazione Famiglia Primo Riccitelli, la quale si è ripromessa di promuovere e diffondere la musica del compositore, tra cui appunto Maria sul Monte. Magari può essere l'occasione per non dimenticare rappresentazioni comunque di pregio e farle conoscere al vasto mondo degli appassionati della lirica.

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