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b_200_150_16777215_00___images_nicola_stame.jpg.742x742_q85.jpgSono passati 75 anni dall'eccidio delle Fosse Ardeatine, una pagina nerissima della nostra storia che non potrà mai essere dimenticata. Tra le 335 vittime della furia nazista che non risparmiò proprio nessuno in una Roma allo stremo c'era anche un cantante lirico che avrebbe meritato maggiore fortuna e che è noto anche come "tenore partigiano". Si tratta di Nicola Ugo Stame, medaglia d'argento al valor militare alla memoria e appassionato fin da bambino di musica. La sua breve vita merita di essere approfondita per capire chi era questo ragazzo e quale futuro poteva riservargli il destino. Stame nacque l'8 gennaio 1908 a Foggia e ad appena 16 anni fu costretto ad emigrare in Sud America per raggiungere i parenti della madre.

La lontananza dall'Italia durò comunque quattro anni e mentre svolgeva il servizio militare si scoprì che aveva una voce bellissima. Glielo avevano già detto i familiari e gli amici, poi i colleghi iniziarono a insistere affinché prendesse lezioni di canto e musica. Studiò quindi a Roma, per la precisione a Santa Cecilia, prendendo parte agli spettacoli lirici della Capitale. I giudizi furono subito positivi. In particolare, la sua voce piaceva in quanto potente e squillante, ma anche capace di adattarsi ai vari registri senza problemi. La guerra d'Etiopia e quella in Spagna non furono semplici intermezzi, è in questo periodo che si formò lo Stame politico, tanto da prendere a cuore la questione dei più deboli e dei popoli oppressi.

 

b_200_150_16777215_00___images_17436048_1614162305268511_5497396753291311298_o.jpgIl 1939 fu un anno promettente e tragico allo stesso tempo. Si tratta del momento più famoso della biografia di Stame, un episodio che viene ricordato frequentemente. Dopo essere stato ammesso a un concorso al Teatro Reale dell'Opera di Roma, si stava preparando alla rappresentazione della "Turandot" di Puccini. Durante le prove era pronto a intonare le sue arie con il maestro al pianoforte, ma il tenore pugliese non riuscì mai a terminare il lavoro. La polizia fascista entrò all'improvviso nel Costanzi e arrestò il cantante accusandolo di aver organizzato un complotto per una insurrezione. L'anno è uno spartiacque della carriera.

 

Stame restò nel carcere di Regina Coeli per cinque mesi e, una volta libero, fu schedato e guardato a vista come individuo pericoloso. Nessun teatro voleva saperne di lui, i provvedimenti di polizia erano noti e le porte si chiudevano immediatamente. Aveva una moglie e una famiglia da mantenere e andare avanti non fu certo semplice. Il maestro Riccardo Santarelli fu tra i pochi a interessarsi a lui e si affidò alla sua voce per una "Tosca" memorabile rappresentata presso il teatro del Circo Massimo. "La sua voce è squillante e agile e sottolinea con soavità la mezza voce": le critiche non potevano che essere più lusinghiere.

 

b_200_150_16777215_00___images_images.jpgOltre a Roma, Stame fu anche a Bergamo, Parma e Arezzo. Nel 1940, però, la guerra era ormai scoppiata ovunque e il tenore foggiano fu costretto ad arruolarsi, nonostante gli spettacoli di beneficenza in cui si esibiva per intrattenere i feriti. Proprio questi volti lo convinsero a mettere da parte il teatro e a dedicarsi alla causa partigiana. Studiò con attenzione piani di guerra e la liberazione di Roma, diventando anche sergente maggiore della Regia Aeronautica. Nonostante avesse la possibilità di fuggire negli Stati Uniti, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 rimase a Roma e contribuì alle operazioni di un gruppo clandestino di resistenza, vale a dire il Movimento Comunista d'Italia-Bandiera Rossa.

 

Il 24 gennaio 1944 fu arrestato dopo essere stato scoperto dai nazisti e condotto nel carcere di Via Tasso per subire torture indicibili. Non rivelò mai i nomi dei compagni e il tribunale speciale tedesco decise di trasferirlo nuovamente a Regina Coeli. In questo penitenziario gli altri detenuti scoprirono quanto dolce e piacevole fosse il suo canto: non mancavano mai le interpretazioni delle migliori arie di Verdi, Puccini e Mascagni, momenti toccanti e in grado di far dimenticare per qualche minuto la tristezza di quel periodo storico. La prigionia durò altri due mesi, poi il 24 marzo i nazisti che avevano occupato la Capitale lo prelevarono di forza.

 

b_200_150_16777215_00___images_2016-01-26_00-03-52.jpgIl giorno prima 33 soldati tedeschi erano rimasti uccisi a Via Rasella dopo un attentato partigiano, un affronto che le truppe di occupazione punirono con una crudeltà incredibile. I nazisti decisero di fucilare 10 persone per ogni tedesco che aveva perso la vita. Presso le Fosse Ardeatine furono 335 i prigionieri e i patrioti assassinati, cinque in più rispetto al numero previsto inizialmente, una carneficina impressionante. Tra di loro c'era proprio Nicola Ugo Stame: la sua voce venne messa a tacere per sempre ad appena 36 anni, anche se esiste una preziosa testimonianza della sua carriera, la registrazione del tenore che interpreta Ah sì, ben mio del "Trovatore" di Verdi.

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