Login

b_200_150_16777215_00___images_locandina_2.jpgSono passati più di due secoli dalla morte di Domenico Cimarosa, un compositore di cui si sente parlare ancora troppo poco. L'11 gennaio del 1801, esattamente 218 anni fa, scompariva a 51 anni il musicista di Aversa che nella seconda metà del '700 dominò la scena operistica e non solo in Italia. Uno dei suoi lavori più celebri è senza dubbio il dramma giocoso "Il matrimonio segreto". Questi due atti rappresentati per la prima volta a Vienna il 7 febbraio 1792 sono celebri anche per un aneddoto che rende il titolo particolare e unico nel suo genere. Si sta parlando di un primato, il bis integrale dell'intera opera proprio nel giorno della sua prèmiere. Non esistono casi simili in tutta la storia e probabilmente non ce ne saranno mai in futuro. Per ricordare Cimarosa in questa giornata, dunque, si può approfondire quello che avvenne realmente.

Il compositore campano aveva già realizzato parecchi lavori interessanti, anche se "Il matrimonio segreto" era destinato a "oscurarli" tutti. Da quel momento, infatti, non si può non pensare a Cimarosa associato a quest'opera buffa, di sicuro una tra le più popolari di quel tempo. Si parla addirittura di una fama superiore rispetto a quella conseguita dai titoli di Wolfgang Amadeus Mozart. La storia della rappresentazione si intreccia proprio con quella del musicista austriaco. Cimarosa era infatti giunto a Vienna nel dicembre del 1791, pochi giorni dopo la morte dello stesso Mozart. Doveva trattarsi di un semplice passaggio nella capitale austriaca, ma le cose andarono diversamente.

 

b_200_150_16777215_00___images_img_7947.pngDopo essere rimasto a San Pietroburgo per diverso tempo, Cimarosa rimase subito simpatico all'imperatore Leopoldo II d'Asburgo-Lorena. Non si poteva certo rifiutare un'amicizia così potente e il compositore aversano accettò di buon grado la richiesta di rimanere qualche giorno in più a corte "per chiara fama". Mozart non c'era più, Salieri aveva appena abbandonato la direzione del teatro dell'opera e Haydn era ammirato come pochi a Londra, ma gli esponenti della Scuola Napoletana erano tra i più ricercati in assoluto. Ecco perché il debutto de "Il matrimonio segreto" al Burgtheater viennese fu un evento molto atteso. Il cast era di primissimo livello: Dorotea Bussani era stata scelta come Fidalma, mentre Francesco Beducci (il primo a cantare Non più andrai farfallone amoroso ne "Le nozze di Figaro") avrebbe interpretato Graf Robinson.

 

Le premesse per un grande successo c'erano tutte e in effetti gli applausi furono subito calorosi e convinti. Il pubblico chiese diversi bis nel corso di quella prima rappresentazione e lo stesso Leopoldo II (il quale aveva commissionato l'opera) rimase pienamente soddisfatto. Cimarosa non poteva chiedere di più, anche se il momento di gloria era appena cominciato. Lo stesso imperatore avrebbe azzardato una richiesta mai fatta prima e nemmeno in seguito. Chiese a tutti gli interpreti se la sarebbero sentita di cantare nuovamente l'opera dall'inizio. Come dire di no a un personaggio del genere? Il bis integrale de "Il matrimonio segreto" sembrava un azzardo eppure viene riportato da più fonti come un racconto attendibile.

 

b_200_150_16777215_00___images_emperor_leopold_ii_in_the_regalia_of_the_golden_fleece_1806.jpgI cantanti e lo stesso Cimarosa riuscirono a riposarsi dopo le fatiche della prima rappresentazione e attesero che Leopoldo II concludesse la sua cena. L'imperatore era già pazzo del dramma giocoso: si dice spesso che a pancia piena si ragiona meglio, di conseguenza la sua richiesta di ripetere dall'inizio "Il matrimonio segreto" diventò ufficiale e concreta. Qualcuno ha dubitato di questo aneddoto, comunque è stato tramandato di generazione in generazione e oggi se ne parla come del bis più lungo di sempre. Di certo è un record mai più registrato, l'unico esempio conosciuto di un lavoro di questo tipo alla cui prima la ripetizione è consistita nell'esecuzione completa. Ma come si spiega tanto successo?

 

Cercare di capire gli applausi e l'entusiasmo di quel 7 febbraio 1792 non è difficile. "Il matrimonio segreto" ha un fascino e un'effervescenza che non sono passati di moda per tutto l'800. La partitura è stata realizzata con grande dovizia di particolari e ogni nota è accattivante. Il libretto, curato da Giovanni Bertati e tratto dalla commedia "The clandestine marriage" di ventisei anni prima, è altrettanto sapiente e mai banale, anche se tradizionale. Gli ingredienti sono stati usati scegliendo le dosi giuste per una ricetta gustosa ed "esplosiva" fin dal primo assaggio. In poche parole Cimarosa aveva fatto capire qual era l'ideale musicale artistico del '700. Oggi quell'interesse clamoroso sembra un po' scemato, ma non mancano le rappresentazioni moderne.

 

b_200_150_16777215_00___images_il-matrimonio-segreto-di-domenico-cimarosa-rappresentazione-teatrale.jpgLa storia è quella di un ricco mercante che vuole far sposare la figlia con un nobile. La sorella minore di quest'ultima, invece, si è già sposata di nascosto con uno dei lavoranti del mercante e le nozze vengono tenute segrete a causa delle differenze sociali. Il nobile scelto per l'altro matrimonio, poi, si innamora della stessa sorella minore e da quel momento si scatena un equivoco dopo l'altro. Il caos regna sovrano fino al finale in cui il la sincerità e la commozione lasciano spazio alla lieta conclusione. Per la prima rappresentazione italiana fu necessario attendere un anno esatto. Il 17 febbraio del 1793 "Il matrimonio segreto" approdò alla Scala di Milano con tutta la fama che lo aveva preceduto, aneddoto del bis integrale compreso.

Collega la pagina al tuo social:

Visitatori

Visitatori oggi:282
Visitatori mese:9091
Visitatori anno:58989
Visitatori totali:396127

OperaLibera piace a...