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b_200_150_16777215_00___images_schermata_2017-12-06_alle_20.07.42.pngDue anni faticosi di lavorazione, attori sostituiti o cancellati in corso d'opera e soprattutto il premio per la miglior regia al Festival di Cannes. "Fitzcarraldo" è un film rimasto nella storia per tanti motivi, in particolare per gli incidenti e gli imprevisti: la pellicola di Werner Herzog è legata a doppio nodo con il mondo dell'opera lirica e basta leggere la trama in sintesi per rendersene conto. Si tratta infatti della storia di Brian Sweeny Fitzgerald (chiamato Fitzcarraldo dai nativi del posto a causa del cognome troppo difficile), il cui sogno è quello di costruire un teatro dell'opera in piena Amazzonia per farvi esibire il tenore Enrico Caruso. Il progetto, folle e visionario, sarà poi finanziato dalla raccolta di caucciù.

Ma è esistito davvero un Fitzcarraldo? Che fine ha fatto il suo teatro, localizzato dal regista nel villaggio di Iquitos, il maggior centro dell'Amazzonia peruviana? Per scrivere il copione, Herzog si è ispirato alla biografia di Carlos Fermin Fitzcarrald, vissuto tra il 1862 e il 1897 e diventato famoso come il "barone della gomma". Era il figlio di un magnate inglese e di una peruviana: nei suoi 35 anni di vita è stato capace di girare in lungo e in largo per il pianeta per trovare la sua vera dimensione. La passione per la musica era probabilmente uno dei suoi tratti distintivi, al punto da legare il suo nome a un teatro lirico in un posto così sperduto, nel cuore della foresta vergine.

 

b_200_150_16777215_00___images_schermata_2017-12-06_alle_20.11.56.pngAncora oggi Fitzcarrald è un vero e proprio eroe nazionale in Perù, nonostante alcuni episodi contrastanti sulla sua reputazione. I suoi gusti erano decisamente opulenti: amava occuparsi di giardinaggio, frutteti e serre. Herzog aveva bisogno di rendere più intrigante la biografia di quest'uomo e trovò lo spunto giusto dopo aver ammirato l'ultimo "monumento" dedicato ai baroni della gomma in Amazzonia, il teatro dell'opera, l'Amazonas di Manaus. Il film comincia proprio con la rappresentazione di un lavoro di Giuseppe Verdi, "Ernani", con il tenore Enrico Caruso che impressiona Fitzcarraldo, al punto che da quel momento la sua ossessione diventerà quella di farlo cantare in un teatro in mezzo alla giungla.

 

Il vero Fitzcarrald poteva anche amare il melodramma, ma alcune date fanno intuire come fosse impossibile la sua infatuazione per Caruso. Il debutto del tenore napoletano, infatti, risale al 1894, in occasione de "L'amico Francesco" di Domenico Morelli. Il magnate della gomma, invece, morì nel 1897, tre anni dopo quel debutto come cantante d'opera ed appare improbabile che lo abbia ascoltato, anche perchè i due potrebbero non essersi incontrati mai. D'altra parte, è vero che Caruso fu invitato a esibirsi a Manaus, ma non lo fece. Soltanto nel 1903 si recò a Rio De Janeiro per alcune rappresentazioni: la città brasiliana fu il luogo più vicino all'Amazzonia in cui recò nella sua vita.

 

b_200_150_16777215_00___images_schermata_2017-12-06_alle_20.09.35.pngIl decesso di Fitzcarraldo è stato certificato il 9 luglio del 1897, quando tentò di superare le rapide del fiume Urabamba, una sorgente parzialmente navigabile del Rio delle Amazzoni, sempre in Perù. Aveva soltanto 35 anni e il battello su cui era a bordo andò completamente distrutto. Le controversie sulla sua reputazione sono cominciate proprio dopo la morte. Secondo molti contemporanei era un mito e un "gigante", per altri invece non era altro che un volgare predatore della Foresta Amazzonica. In quel 1897 annegò insieme ad Antonio Vaca Diaz, un altro imprenditore del caucciù piuttosto facoltoso e attratto dalle capacità del "collega" di scovare nuove rotte in Sud America (sono rimasti nella storia i conflitti con gli operatori boliviani).

 

Il nome di Fitzcarrald è ricordato per la scoperta di un breve passaggio tra il fiume Mishagua, affluente dell'Urubamba. In seguito venne coniato l'Istmo di Fitzcarrald in suo onore, mentre le sue spedizioni nella regione della Madre de Dios sono ancora considerate fondamentali per la rotta moderna in queste zone. Le biografie non hanno permesso di capire se fosse un appassionato o meno di opera. Di sicuro Herzog ha lavorato di fantasia e ha "costruito" una storia avvincente e potente, ma si può soltanto ipotizzare la partecipazione finanziaria del barone della gomma all'edificazione del teatro a Manaus. Era infatti uno degli uomini più influenti della regione e i suoi viaggi in Europa non possono non avergli instillato un interesse nei confronti del belcanto.

 

b_200_150_16777215_00___images_schermata_2017-12-14_alle_18.06.30.pngUn'altra ipotesi molto affascinante è quella di un incontro con Enrico Caruso nel corso di uno dei frequenti soggiorni europei e dei tentativi di Fitzcarrald di convincerlo a partire alla volta di Manaus. Il teatro amazzonico venne inaugurato il 7 gennaio 1897, sei mesi prima della sua morte: se fosse sopravvissuto all'ultimo viaggio avrebbe potuto avere ulteriore influenza sul tenore partenopeo, ma con i "se" e con i "ma" non si fa mai la storia, dunque bisogna "accontentarsi" di quello che è realmente avvenuto e immaginare con la fantasia episodi che sono destinati a rimanere nella nostra mente.

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