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b_200_150_16777215_00___images_francesca_da_rimini_martina_franca.jpgPoco meno di due secoli prima di vedere finalmente la luce: "Francesca da Rimini", composizione lirica in due atti di Saverio Mercadante su libretto di Felice Romani, è stata definita l'opera più sfortunata della storia. Finché il compositore fu in vita, infatti, le possibilità per la rappresentazione non mancarono, ma si rimandò tutto ogni volta per vari motivi. Si trattò semplicemente di eventi malaugurati o ci fu anche dell'altro? L'idea di mettere in musica l'amore proibito tra Paolo e Francesca spuntò nella mente di Mercadante nel corso del suo soggiorno a Madrid, all'inizio degli anni Trenta dell'800.

L'atteso debutto è poi arrivato, ma solamente pochi mesi fa, a distanza di ben 185 anni dall'epoca originale di composizione.

Già in Spagna il musicista pugliese non era tranquillo, nonostante la città spagnola fosse destinata ad accogliere la prèmiere. In effetti, il soggetto era piuttosto gettonato e in quel 1831 anche un altro compositore ci stava lavorando: si trattava del conte Giuseppe Baroni Staffa, alle prese con la rappresentazione al San Carlo di Napoli. Mercadante non esitò a parlare di scaramanzia e iettature in alcune lettere dell'epoca: oltre a queste coincidenze, bisogna aggiungere l'indisposizione di Adelaide Tosi, uno dei soprani più apprezzati da Donizetti e scelta anche per quest'opera.

 

b_200_150_16777215_00___images_scala800.jpgLa Tosi era considerata l'amante del compositore di Altamura e proprio a poca distanza dall'attesa prèmiere si ritrovò senza voce: Mercadante fu addirittura accusato di averle scritto in maniera pessima la parte, di conseguenza tutti questi attriti e il nervosismo che nel frattempo era aumentato impedirono al pubblico iberico di conoscere "Francesca da Rimini". Una seconda occasione arrivò non molto tempo dopo: il lavoro venne annunciato per la stagione successiva alla Scala di Milano e ancora una volta la scelta del cast non si rivelò felice. Mercadante aveva fatto le cose in grande, puntando su due nomi di spicco della lirica ottocentesca, Giuditta Pasta e Giulia Grisi.

 

La Pasta non accettò il ruolo offerto, quello di Paolo (avrebbe cantato "en travesti"), mentre avrebbe apprezzato maggiormente quello assegnato alla Grisi, cioè quello del titolo. Le pretese e il litigio a distanza contribuirono a far accumulare altro ritardo, senza dimenticare che entrambe le cantanti avevano anche altri impegni importanti: Giuditta Pasta e Giulia Grisi decisero di rinunciare al progetto e la prima rappresentazione rimase soltanto sulla carta per la seconda volta. Ripartire da zero non fu semplice e Mercadante preferì concentrarsi su altre composizioni. Dal 1831 al 1840 fu prolifico come non mai.

 

b_200_150_16777215_00___images_francesco_saverio_mercadante_fb.jpgIn quegli anni riuscì a far rappresentare opere come "Zaira", "I normanni a Parigi", "Ismalia", "Il conte di Essex", "Emma d'Antiochia" e "Il giuramento". Possibile che non ci sia stato più spazio per "Francesca da Rimini"? Finché fu in vita (1870) Mercadante non riuscì mai ad assistere al debutto dell'opera, tanto da trasformare i due atti in uno dei più grandi "gialli" della lirica. La situazione è proseguita in questo modo fino al luglio dello scorso anno, quasi due secoli dopo le vicende sfortunate appena descritte. Il 30 luglio del 2016 sono finalmente risuonate le note di un lavoro che rischiava di essere dimenticato.

 

Inizialmente Riccardo Muti aveva pensato di dirigerla a Salisburgo, anche se poi il festival austriaco si è fatto da parte con una rinuncia formale. Il luogo scelto per la prèmiere postuma è stato simbolico, Martina Franca, dunque non lontano dalla città natale di Mercadante, in occasione del Festival della Valle d'Itria. Pier Luigi Pizzi ha cercato di sottolineare i caratteri dei personaggi, oltre alla musica, con una scena essenziale e "nuda". Si è scoperta in questo modo un'opera definita da tutti "bellissima", grazie anche al libretto di un nome di peso come Felice Romani. Ma quale può essere il giudizio a distanza di così tanti anni?

 

b_200_150_16777215_00___images_b0bbcdd6dcd823aee7b911a60e4d4277.jpeg"Francesca da Rimini" ha messo in mostra una evidente influenza dello stile di Gioachino Rossini: in quel periodo Mercadante non era ancora riuscito a trovare la giusta continuità dal punto di vista drammatico e una buona continuità strutturale. Per arrivare a questi risultati bisognerà attendere "Il giuramento". L'opera dimenticata e poi riscoperta fa comunque parte di un interessante percorso di crescita: bisogna ricordare che l'epoca della composizione è quella attorno al 1831, dunque i lavori di quel periodo tendevano a enfatizzare gli slanci virtuosistici, come ben testimoniato da cavatine e cori e dall'utilizzo di determinati strumenti musicali.

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