Login

 

th 1E’ un recordman assoluto nella letteratura musicale di ogni tempo e di lui, in tutta la Germania, si commemorano nel 2017 i 250 anni dalla scomparsa.

 

E’ un recordman assoluto nella letteratura musicale di ogni tempo e di lui, in tutta la Germania, si commemorano nel 2017 i 250 anni dalla scomparsa. Georg Philipp Telmann non ha eguali perché l’elenco delle sue opere è sterminato, tanto che lo considerarono ai suoi tempi il più grande compositore tedesco. Anzi si può dire che uno dei maggiori ostacoli allo studio ed alla comprensione della sua multiforme personalità artistica, sia stata per tantissimo tempo la mancanza di una adeguata catalogazione dell’intero corpus delle sue opere.
Nacque nel 1681 a Magdeburgo, allora capitale del Brandeburgo-Prussia e suo padre Heinrich era diacono alla chiesa dello Spirito th 2Santo. Quando morì, Telemann aveva appena quattro anni. Il futuro compositore ricevette le sue prime lezioni di musica a 10 anni, da un organista locale e fu subito assorbito dalla musica in generale e dalla composizione. Nonostante l’opposizione di sua madre e dei parenti, che gli vietavano qualsiasi attività musicale, Telemann studiò e compose in segreto anche un’opera.
Nel 1697, dopo gli studi alla Domschule di Magdeburgo, fu inviato al famoso Gymnasium Andreanum a Hidelsheim dove il suo talento musicale fiorì, sostenuto dalle autorità scolastiche, tra cui lo stesso rettore. Telemann fu in pratica un autodidatta nello studio di flauto, oboe, violino, violoncello e contrabbasso e di molti altri strumenti. Nel 1701 si laureò al Ginnasio e andò a Lipsia per frequentare l’università, dove aveva intenzione di studiare legge. Finì per diventare però un musicista professionista, componendo regolarmente lavori per la Nikolaukirche e la Thomaskirche. Nel 1702 divenne direttore del teatro lirico cittadino, l’Opernhaus auf dem Brühl e direttore musicale della Neukirche, dopo di che sostenne e incrementò la propria popolarità con un’attività compositiva copiosissima, al pari di Haendel, in tutti i settori della musica settecentesca, dalla Cantata sacra, all’Oratorio, dall’Opera lirica, al Concerto, dalla Sonata a tre, alla Suite orchestrale. Fu un animatore instancabile della vita musicale dove operò, a Lipsia, Sorau, Eisenach, Francoforte, th 3Amburgo, dove seppe amministrare, come pochi, il proprio talento curando di persona la pubblicazione delle opere più significative e raggiungendo ben presto una posizione di assoluto predominio nella vita musicale tedesca.
Come compositore sacro fu di gran lunga più prolifico dello stesso Bach. Il numero delle sue cantate sacre pervenuteci supera il migliaio e la sua opera onnicomprensiva comprende più di 3000 composizioni, la metà delle quali sono andate perse. Dal 1708 al 1750 scrisse infatti 1.043 cantate sacre e 600 Overture-suite nonché tipi di concerti per diversi strumenti come nessun altro compositore del suo tempo. La prima stima accurata del numero delle sue opere fu fornita dai musicologi solo negli anni 1980 e 1990, quando vennero pubblicati gli ampi cataloghi fra cui il più notevole risulta quello delle Passioni -ben 46 di cui siamo a conoscenza- scritte con regolarità ogni anno ad Amburgo, dal 1722 fino alla morte. Accanto a queste opere possono essere collocati i cosiddetti Oratorii della Passione, tra cui spicca Der Tod Jesu del 1755, probabilmente influenzato dai grandi modelli haendeliani. Sempre nell’ambito sacro vanno annoverati altri 8 oratori, 15 messe, svariati salmi e mottetti ed una trentina di composizioni chiesastiche occasionali. Nel settore della cantata profana di argomento morale, politico, encomiastico e nuziale si possono contare un altro centinaio di composizioni.
Di molte altre, oggi perdute, ci sono pervenuti solo i libretti. La popolarità di Telemann è tuttavia essenzialmente legata alla sua musica strumentale. Ammiratore dichiarato della musica francese e tutt’altro che insensibile alle suggestioni del concerto italiano, Telemann ci ha lasciato anche 127 Ouverture orchestrali, tra cui spiccano la Suite in la minore per flauto e archi e la Suite Don Chisciotte. Non menoth 4 cospicua risulta poi la produzione concertistica, comprendente 47 concerti per un solo strumento, 27 per due strumenti, 10 per tre strumenti, 6 per quattro strumenti e 8 concerti grossi, con 4 sinfonie e 2 divertimenti. Un posto particolarissimo nella musica strumentale è occupato anche dalla sua Tafelmusik, pubblicata nel 1733 -ne curò personalmente l’edizione per sottoscrizione e fra i sottoscrittori ci fu anche Haendel- comprendente un florilegio delle più belle opere strumentali e cameristiche da lui scritte.

 

© Gianni Villani

Collega la pagina al tuo social:

Visitatori

Visitatori oggi:97
Visitatori mese:6788
Visitatori anno:127015
Visitatori totali:331457

OperaLibera piace a...