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b_200_150_16777215_00___images_maria_malibran.jpg"Giovanna Gray", quart'ultima opera del compositore marchigiano Nicola Vaccai, potrebbe essere facilmente dimenticata se non fosse per un dettaglio di non poco conto e la giornata odierna è perfetta per approfondirne la storia. Il 23 febbraio 1836, esattamente 181 anni fa, veniva rappresentata per la prima volta in assoluto alla Scala di Milano questa tragedia lirica in tre atti su libretto di Carlo Pepoli. Il dettaglio particolare che ha reso famoso il lavoro di Vaccai è rappresentato da un nome che spicca tra tutti gli altri nel cast originario. Oltre al basso Ignazio Marini, anche lui molto celebre all'epoca, "Giovanna Gray" fu l'ultima opera in cui i milanesi riuscirono ad apprezzare Maria Malibran nel loro teatro principale.

Quasi due secoli fa, infatti, Maria Felicidad Garcia (il nome ufficiale del celebre soprano e mezzosoprano spagnolo) fu protagonista delle ultime performance scaligere della sua carriera, poco dopo le serate di addio organizzate in suo onore. Non si trattò comunque di un passaggio semplice per quel che riguarda Milano. Le cronache dell'epoca non lasciano spazio a dubbi e il fatto che "Giovanna Gray" non sia mai entrata in repertorio la dice lunga sulla qualità della tragedia. Che cosa avvenne nello specifico? La prèmiere fu un fiasco, un insuccesso che comunque poteva essere facilmente previsto.

 

b_200_150_16777215_00___images_giovanna_gray.jpgGià il giorno precedente la prima rappresentazione si parlava della Malibran che non era affatto contenta dell'opera di Vaccai, oltre che di sè stessa. Le critiche successive furono ancora più accese. Ad esempio, il 25 febbraio il corrispondente de "La Moda" scrisse:

Pare impossibile che il Maestro Vaccai, al quale pur non mancano cognizioni, ed esperienza, si sia prestato a coprire di notte un simile imbratto.

A distanza di due settimane il giudizio non era affatto cambiato:

Sotto ogni aspetto, è una delle più mostruose produzioni che uscisse mai dalla penna di un poetastro.

 

Una ulteriore citazione ci fa capire ancora meglio cosa si pensasse dell'opera del musicista tolentinate a quasi due mesi dalla prèmiere:

E siamo così giunti all'ultimo spartito che sia la Malibran sia Reina interpretarono alla Scala: Giovanna Gray, stiracchiato polpettone di Nicola Vaccai su parole di Carlo Pepoli.

In realtà i capricci della Malibran erano ben noti all'epoca e non mancarono neanche durante il suo commiato dalla Scala. In questo caso nutrì dei dubbi nei confronti di "Giovanna Gray", mentre in altre occasioni era stata più magnanima con Vaccai.

 

b_200_150_16777215_00___images_scala800.jpgVale la pena ricordare, infatti, lo scarso gradimento mostrato dalla stessa Malibran nei confronti del quarto atto de "I Capuleti e i Montecchi" di Vincenzo Bellini, solitamente sostituito con il terzo atto di "Giulietta e Romeo" che era stata composta proprio da Vaccai. Per "Giovanna Gray" si prese spunto dalla storia di una nobildonna inglese, Lady Jane Gray, condannata a morte nel 1554 con l'accusa di tradimento. Vaccai non faceva rappresentare un suo lavoro da sette anni (l'ultima opera era stata "Saul", messa in scena al San Carlo di Napoli nel 1829), dunque c'era grande attesa per questo ritorno e per una composizione musicale che era stata realizzata specificamente per la Malibran.

 

Gli applausi per la cantante iberica non mancarono, come anche per il compositore subito dopo l'introduzione orchestrale e il coro d'apertura. Le critiche concordavano soprattutto su alcuni aspetti, in particolare la lunghezza eccessiva della tragedia e alcune parti troppo noiose. Inoltre, il pubblico non riuscì a simpatizzare per nessuno dei quattro personaggi principali. Il tenore Domenico Reina, il quale impersonò Lord Guilford, il marito di Giovanna, non fu in grado di entusiasmare i milanesi e la sua performance venne ritenuta "debole", mentre Ignazio Marini (Enrico Gray, il padre di Giovanna) non era in condizioni di salute ottimali.

 

b_200_150_16777215_00___images_nicola_vaccai_italian_song_teacher__composer.jpgCasa Ricordi decise di pubblicare gli spartiti di alcuni estratti dell'opera, tra cui il duetto tra Lord Guilford ed Enrico (Volgi il guardo intorno) e la cavatina finale di Giovanna (Cara Deh! Asciuga il pianto). Si parlò anche di una possibile rappresentazione a Londra nell'aprile del 1836, ma poi il progetto non prese piede e rimase a prendere polvere in un cassetto. L'ultimo ricordo che ebbero La Scala e i milanesi di Maria Malibran fu dunque questo, un addio quasi premonitore: il 23 settembre del 1836, sette mesi esatti dopo la prèmiere di "Giovanna Gray", la cantante spagnola morì a soli 28 anni, secondo una opinione piuttosto diffusa a causa di una precedente caduta da cavallo.

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