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b_200_150_16777215_00___images_opera-vers-1889-charles.jpgLa vigilia dell'Epifania non è un giorno qualsiasi per il mondo dell'opera lirica. Il 5 gennaio del 1875, esattamente 142 anni fa, veniva inaugurato ufficialmente il Théâtre National de l'Opéra-Palais Garnier di Parigi con una serata ricca di appuntamenti. Si tratta del celebre monumento storico francese, un vero e proprio tempio per i melomani, che deve il suo nome all'architetto Charles Garnier. Il progetto risale alla fine degli anni Cinquanta dell'800, con l'assegnazione a Garnier nel 1861, lo stesso anno in cui fu posta la prima pietra. Un incentivo ulteriore alla realizzazione ci fu nel 1873, quando la vecchia Opera parigina, l'Accademia Imperiale di Musica, fu distrutta da un incendio che durò più di un giorno.

La cerimonia di quella lontana serata di quasi un secolo e mezzo fa venne preparata in maniera a dir poco sontuosa. Con i suoi 2156 posti, il pezzo forte dell'inaugurazione del teatro fu senza dubbio la ripresa parziale de "La Juive", il grand-opéra in cinque atti di Jacques Fromental Halévy. Gli spettatori parigini ebbero la possibilità di assistere alla rappresentazione del terzo atto, seguito poi da un altro grand-opéra, per la precisione alcuni brani tratti da "Les Huguenots" di Giacomo Meyerbeer. Non mancarono poi i balletti, anche perchè si sta parlando della struttura che attualmente ospita la compagnia di balletto stabile.

 

b_200_150_16777215_00___images_p01br18p.jpgLe cronache dell'epoca hanno riferito della presenza di personalità di rilievo. In particolare, furono presenti il Presidente della Repubblica, Patrice de Mac-Mahon, i reali Alfonso XII e Isabella II di Spagna, il Conte di Parigi, e due compositori, vale a dire Léo Delibes e Ambroise Thomas. Ma come si arrivò nello specifico a questa serata così sfarzosa? Il decreto che sancì la creazione della nuova Opéra nel 1860 fu chiaro come pochi altri documenti:

 

Per i suoi sviluppi e la sua magnificenza deve essere degna di questa grande Capitale, la cui estensione territoriale sta raddoppiando e che, grazie al notevole impulso dell'Imperatore, è diventata la prima città del mondo.

 

Il concorso non lascia spazio a dubbi, le proposte avanzate dagli architetti sono numerose, ma solamente quella di Garnier viene ritenuta degna di dare a Parigi e alla Francia un teatro con la T maiuscola. Come era tipico di quei tempi, inoltre, l'Opéra avrebbe consacrato la supremazia dell'arte lirica su tutte le altre espressioni musicali. La prima serata fu caratterizzata da un programma molto ampio che comprendeva anche l'ouverture de "La Muette de Portici" di Auber e l'ouverture del "Guglielmo Tell" di Rossini, quindi furono accontentati molti gusti musicali e il pubblico apprezzò da subito la buona qualità acustica della sala.

 

b_200_150_16777215_00___images_garnier_riba2608-12_660x500px.jpgQualche aneddoto curioso e gustoso esiste. Ad esempio, fu proprio l'acustica di qualità a far comprendere agli spettatori che i libretti forniti per la serata contenevano parecchi errori di trascrizione. Inoltre, non c'è ancora molta chiarezza sull'invito a Charles Garnier. L'architetto del nuovo teatro sarebbe stato presente, eppure il mistero non è stato svelato e il condizionale è d'obbligo. Secondo alcune fonti, fu addirittura costretto a pagare il biglietto e a sistemarsi lontano dalla platea, tanto che la stampa dell'epoca ci andò giù pesante, accusando senza mezzi termini "un'amministrazione che fa pagare all'architetto il diritto di assistere all'inaugurazione del suo monumento".

 

C'è anche un'altra ricostruzione storica a cui fare affidamento per "rivivere" quella prima serata. Lo stesso Garnier approfittò dell'intervallo per raggiungere la scalinata e ricevere l'applauso convinto del pubblico parigino. Tra l'altro, le esecuzioni musicali avrebbero potuto essere anche in numero maggiore: il soprano che era stato scritturato per cantare nel "Faust" di Gounod e nell'"Hamlet" di Thomas si ammalò poche ore prima dell'inaugurazione e fu necessario tagliare il primo atto di entrambe le opere. Come in tutte le situazioni storiche, quindi, gli inconvenienti e le stranezze non mancarono.

 

b_200_150_16777215_00___images_inauguration_salle.jpgL'opulenza è senza dubbio il tratto dominante dell'Opéra Garnier. La volontà di costruire il teatro più bello e magnifico del mondo si può notare nelle decorazioni, in particolare il lampadario centrale, il cui peso supera le sei tonnellate. I fregi, i marmi, i busti e i bronzi fanno tutto il resto, senza dimenticare il foyer ricco di velluto, foglia d'oro, cherubini e ninfe, all'insegna della sontuosità tipica dell'età barocca. Le aggiunte successive al 1875 sono state importanti, tra cui il dipinto di Marc Chagall sulla superficie del soffitto, ma non hanno modificato l'impostazione generale voluta da Garnier e il fascino che ogni angolo di questo teatro riesce ancora ad emanare.

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