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b_200_150_16777215_00___images_enrico_di_borgogna.jpgSono passati quasi due secoli dall'esordio assoluto come operista di Gaetano Donizetti. Il 14 novembre del 1818, dunque esattamente 198 anni fa, veniva rappresentata per la prima volta al Teatro Vendramin San Luca di Venezia l'opera eroica in due atti "Enrico di Borgogna". A dire la verità, non si tratta della primissima composizione del musicista bergamasco: bisogna parlare del debutto di una messa in scena, ma sicuramente l'anniversario rimane importante. Questo lavoro, tra l'altro, ha una storia piuttosto interessante che vale la pena approfondire. Dopo aver ultimato gli studi musicali, Donizetti aveva composto "Il Pigmalione", opera che vedrà la luce soltanto postuma, addirittura nel 1960.

Per il compositore 21enne si trattava di una opportunità importante, visto che si sta parlando di uno dei teatri veneziani più antichi ancora esistenti. Il libretto dell'opera fu curato da Bartolomeo Merelli, compagno di studi e futuro impresario della Scala (il primo a interessarsi alle opere del giovane Giuseppe Verdi). L'intercessione del maestro Giovanni Simone Mayr fu fondamentale. La prèmiere era in realtà prevista per il mese di settembre, ma ci fu tutto questo ritardo a causa di alcuni lavori di restauro dello stesso teatro. Fino a non molti anni fa si credeva che ci fosse soltanto un resoconto sullo spettacolo, quello della "Gazzetta Privilegiata di Venezia".

 

b_200_150_16777215_00___images_gaetano_donizetti_2.jpgIl critico non aveva nemmeno nominato Donizetti, limitandosi a un indulgente riconoscimento dei meriti musicali. In realtà, si è scoperto che non fu testimone della prima rappresentazione, visto che il 14 novembre del 1818 ci fu un incidente incredibile. Adelaide Catalani, il mezzosoprano scritturato per il ruolo di Elisa, fu colta da un attacco di panico al punto da svenire verso la fine del primo atto. Si riprese, ma cantò soltanto alcune arie nel secondo atto e nel finale fu addirittura sostituita da un'altra cantante. Recentemente è stata "rispolverata" una recensione approfondita da parte del "Nuovo Osservatore Veneziano", una testimonianza preziosa delle prime valutazioni musicali di Donizetti e che parla di questo episodio.

 

L'autore dell'articolo fece riferimento a una vera e propria guerra tra orchestra e cantanti: il giovane Donizetti non poteva certo avere l'autorità di maestri molto più affermati di lui in quel periodo storico e tra malori, cambiamenti improvvisi della partitura e faide interne fu messo a dura prova. Il pubblico fu però dalla sua parte, distinguendo i meriti della composizione da quelli dell'esecuzione. Nella recensione della prèmiere si parla soprattutto di applausi convinti al terzetto del primo atto, a un duetto del secondo eal l'aria di Verni. L'accoglienza sarebbe stata ancor più positiva nel caso le arie della Catalani non fossero state tagliate.

 

b_200_150_16777215_00___images_merelli_degrada024.jpgDue duetti avrebbero meritato di essere cantati, ma la sorte volle diversamente. Ecco cos'altro si può leggere in questo resoconto della prima serata dell'Enrico di Borgogna:

 

Giudicate ora, se vi è possibile, tranquillamente del merito della musica dopo sì amare vicende; non si potè per altro non ravvisare una regolar condotta ed espressione nello stile della medesima, per cui il pubblico al discendere del sipario volle

tra gli applausi salutare il sig. Donizetti sul palco scenico.

 

In poche parole, l'impressione generale fu positiva, un giudizio rafforzato dal fatto che a Donizetti fu commissionata una nuova opera per lo stesso teatro. La trama di questo "Enrico di Borgogna" è piuttosto semplice.

 

Si tratta della storia dell'amore tra Enrico, conte di Borgogna per l'appunto, ed Elisa. Il conte si trova in esilio dopo che il padre è stato ucciso e il trono ursurpato. Guido, figlio dell'usurpatore, è a sua volta innamorato della bella Elisa e cerca in tutti i modo di sposarla. Enrico riesce a tornare in patria in maniera fortunosa, impedendo il matrimonio e riconquistando trono e cuore dell'amata. Queste trame e ambientazioni erano molto gettonate all'inizio dell'800, dunque la scelta di Donizetti e Merelli non fu difficile.

 

b_200_150_16777215_00___images_teatro-goldoni-venezia-877x580.jpgLa Catalani si riprese dal malessere e nelle serate successive alla prèmiere fu in grado di cantare e di far conoscere il lavoro nella sua interezza. Il giudizio fu davvero interessante e completo: l'opera di Donizetti venne giudicata "regolare, ragionata ed opportunamente vivace e briosa". Con il passare degli anni è purtroppo finita nel dimenticatoio, ma nel 2012 ha vissuto una nuova giovinezza. In effetti, la Vadstena Academy svedese decise di riproporla con buon riscontro. Non manca molto al 2018, l'anno del bicentenario, dunque non si può escludere una riproposizione ad hoc del debutto donizettiano, magari proprio nella sua Bergamo.

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