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b_200_150_16777215_00___images_libretto_adele.jpgSono passati quasi due secoli dalla prèmiere di "Adele di Lusignano": il 27 settembre del 1817, dunque esattamente 198 anni fa, questo melodramma serio in 2 atti di Michele Carafa su libretto di Felice Romani veniva ascoltato per la prima volta in assoluto dal pubblico milanese della Scala. Si tratta di una delle tante opere dimenticate del panorama lirico, ma approfondendo la sua storia e la sua evoluzione si possono capire i motivi che l'hanno fatta cadere nell'oblio. Carafa aveva 30 anni all'epoca e una buona esperienza musicale alle spalle con sette composizioni allestite a Napoli e Parigi. Il debutto alla Scala fu senza dubbio un importante salto di qualità per il figlio cadetto del Principe di Colubrano.

Carafa era nato a Napoli nel 1787 ed era stato destinato dal padre alla carriera militare. La grande passione per la musica lo accompagnò però sempre, tanto da riuscire ad assicurarsi le lezioni di un organista di Mantova e poi gli studi al Conservatorio partenopeo di Santa Maria di Loreto sotto la guida di Francesco Ruggi. Altre nozioni gli furono impartite in occasione di un viaggio a Parigi nel 1806, visto che ebbe come maestri Luigi Cherubini per la composizione e Friedrich Kalkbrenner per il pianoforte. La carriera militare aveva però la precedenza e fu protagonista di diverse campagne napoleoniche, tra cui quella drammatica di Russia.

 

b_200_150_16777215_00___images_michele_carafa_by_antoine_maurin.jpgAbbandonò l'esercito dopo la disfatta di Waterloo e la musica diventò la sua unica ragione di vita. Il suo debutto operistico è datato 1805 a Napoli, più precisamente nel teatro del patrigno, quello del Principe di Caramanico, con "Il fantasma". Dopo "Il prigioniero", "La musicomania", "Il vascello d'occidente", "La gelosia corretta" e "Gabriella di Vergy", il 1817 fu un anno a dir poco fecondo. Il 19 giugno, infatti, il San Carlo di Napoli fu il luogo della prèmiere della sua "Ifigenia in Tauride", titolo già reso immortale da Gluck: nel cast primeggiarono Isabella Colbran e due tenori importanti come Andrea Nozzari e Claudio Bonoldi. Tre mesi dopo la sua "Adele" era pronta per il debutto.

 

Il libretto di Felice Romani, famoso per aver scritto quello de "Il turco in Italia" di Rossini tre anni prima, era già una buona garanzia per il risultato finale: questi due atti sono ambientati nel XII secolo nel Castello di Lusignano e poi in quello di Monforte. Il Medioevo dell'epoca scelta per lo svolgimento dell'azione potrebbe far pensare a uno dei tanti "centoni" di inizio '800, in realtà il genere è semiserio e la presenza dei balletti suggerisce la predilezione di Carafa per le soluzioni tipicamente francesi (nel 1827 si stabilì definitivamente a Parigi dove morirà nel 1872).

 

b_200_150_16777215_00___images_felice_romani.jpgDella nobile casata dei Lusignano sono noti il crociato Guido e Isabella, reggente di Cipro dal 1261 al 1264: di questa Adele non si hanno notizie storiche. Dalle cronache di quel 1817 e degli anni successivi, si sa che questo melodramma conquistò e deliziò sia i milanesi che i parigini, grazie soprattutto alla facile vena melodica di Carafa, anche se progressivamente ci si accorse dell'influenza eccessiva esercitata sulla musica da Gioachino Rossini. Non sono poche le arie che meritano di essere ricordate ancora oggi e che vengono riproposte in cd e concerti.

 

La cavatina Amor fortuna, e pace è una di queste, senza dimenticare Sopra il tuo capo altero: tra le caratteristiche principali ci sono il ruolo centrale dei cori e il crescendo dei finali, anche se i critici parlarono spesso di negligenza e frettolosità nelle opere di Carafa. "Adele di Lusignano" era soltanto la sua ottava opera, la carriera proseguì per altri 21 anni con una serie di titoli molto interessanti. Tra l'altro, Carafa è ricordato per aver collaborato insieme ad altri musicisti alla stesura di quattro opere, vale a dire "La violette" (1827, insieme a Aimé Leborne), "L'auberge d'Aurai" (1830, insieme a Ferdinand Hérold), "La marquise de Brinvilliers" (1831, con ben altri otto autori) e "Les premiers pas" (1847, con Adam, Auber e Halévy).

 

b_200_150_16777215_00___images_cavatina_adele.jpgDunque, non si può parlare di una carriera secondaria per il compositore napoletano: la produzione fu ampia, come anche quella di musica pianistica, di romanze da camera e musica sacra. I titoli ricordati oggi sono pochissimi e lo stesso discorso vale per le rappresentazioni moderne: con questo anniversario dell'"Adele" abbiamo voluto rispolverare uno dei tanti melodrammi di Carafa, il musicista-soldato che in Francia riuscì a godere di grande fama grazie ai suoi diciotto anni da insegnante di composizione al conservatorio di Parigi.

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