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Leggi tutto...C'è sempre una prima volta e anche un'opera famosa in tutto il mondo come "Tosca" sta per registrare un debutto atteso. Questa sera, per la prima volta nella storia, il capolavoro di Giacomo Puccini aprirà la stagione della Scala di Milano. Potrà sembrare strano, ma non esistono precedenti di questo tipo, anche se ovviamente i tre atti del compositore lucchese hanno fatto parte di diversi cartelloni scaligeri. Quali sono stati i primi spettatori meneghini ad ascoltare queste note? L'esordio assoluto risale al 14 gennaio del 1900, per la precisione al Teatro Costanzi di Roma. Un'opera così "romana" non poteva che vedere la luce nella Capitale. Due mesi dopo fu la volta di Milano. La prima Tosca scaligera è datata 17 marzo 1900 e il cast fu a dir poco eccezionale. Per non rischiare, si pensò bene di scritturare una cantante che si era esibita poche settimane prima. Il ruolo di Floria Tosca fu creato da Hariclea Darclée, soprano romeno che piaceva tanto anche a Pietro Mascagni. Ebbene la Darclée intonò un'aria ancora poco conosciuta come Vissi d'arte anche alla Scala.

Leggi tutto...Iris è il simbolo dell'arte immortale, trionfante di tutte le sozzure del basso mondo; ma quale leggiadria di contorni, quanta delicatezza, quanta soavità circondano questo simbolo! Pietro Mascagni usò queste parole per descrivere il nuovo soggetto che gli aveva appena proposto il librettista Luigi Illica, proficuo collaboratore di Puccini che si era lasciato ispirare da un soggetto giapponese di quasi un secolo prima, "Il sogno della moglie di un pescatore". L'interesse del compositore livornese fu sempre altissimo, fino alla prima rappresentazione risale del 22 novembre del 1898, per la precisione al Teatro Costanzi di Roma, esattamente 121 anni fa. A distanza di oltre un secolo, il giudizio su quest'opera in tre atti è ancora alterno, proprio come avvenne dopo il debutto nella Capitale. Le premesse non erano state per nulla positive. Il debutto era stato fissato inizialmente per la stagione 1896-97 per poi slittare di un anno, un cambio di programma che innervosì i rapporti tra il musicista e la Casa Sonzogno che si era assicurata i diritti.

Leggi tutto...Il primo vero tenore, capace di mettere tutto il suo genio nel canto. Stendhal era un grande appassionato d'opera e i suoi giudizi sui cantanti che riuscì ad ascoltare sono delle preziose testimonianze sul melodramma nel periodo compreso tra il '700 e l'800. Queste parole sono state messe nero su bianco per valutare le performance di Giovanni David (o Davide), tenore vissuto tra il 1790 e il 1868 e famoso per aver creato molti ruoli rossiniani. Viene considerato ancora oggi il prototipo del tenore contraltino, adatto alle opere del compositore marchigiano, acuto e brillante oltre che improvvisatore. I falsetti e i falsettoni che eseguiva di continuo dividevano il pubblico. Lo stesso Stendhal adorava questo cantante, ma non mancavano gli spettatori insofferenti. La musica entrò a far parte della sua vita fin da subito, dato che suo padre era niente di meno che un altro tenore tra i più virtuosi del suo tempo. Si sta parlando di Giacomo David, anch'esso lodato dallo scrittore francese e grande fonte di ispirazione per il figlio Giovanni.

Leggi tutto...Non c'è niente di meglio di un recitativo interpretato col metodo della Grassini e l'anima della Pasta.

È Stendhal a esprimere questo giudizio lusinghiero sul contralto Giuseppina Grassini nel 1827. Lo scrittore francese era un melomane appassionato e competente e questa breve frase fa capire molto bene di che tipo di cantante si trattasse. Nata a Varese il 18 aprile del 1773, dunque esattamente 246 anni fa, la Grassini è ricordata soprattutto per due motivi. Fra le sue allieve ci furono nomi illustri come quello di Giuditta Pasta e delle nipoti Giuditta e Giulia Grisi, inoltre fu anche una delle amanti di Napoleone Bonaparte. La sua vita ci racconta però molto altro.

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